Dassault l'empasse si è sbloccata, 24 "Rafale" per l'Egitto e per l'India?

Rafale C
©AeroStoria

Fonti: Dassault Aviation -  Analisi Difesa 16 febbraio 2015 - India Strategic - AFP

Autore: Ino Biondo

La situazione di "empasse" (spiacevole) che dal suo lancio sul mercato attanaglia il Rafale è risaputa: la crisi di vendite dovuta soprattutto all'estrema nazionalizzazione della macchina (piena incompatibilità con sistemi d'arma, elettronica, avionica che non siano di costruzione francese) ha fatto si che il caccia della Dassault non sia un campione di vendite, né in Europa (regno dell' EF-2000 Typhoon) né all'estero, ancor meno se pensiamo al prezzo decisamente più abbordabile del Gripen che inizia a farsi strada, soprattutto dopo che il Brasile ne ha acquisiti 36 scartando il caccia francese.

© Dassault Aviation - F. Robineau
© Dassault Aviation - F. Robineau

A smuovere le acque ci pensa l'Egitto,  Thales l'azienda che produce il radar RBE2 del Rafale, ha annunciato che la EAF (Egyptian Air Force) si doterà di 24 caccia di cui 16 monoposto e otto biposto. La forza aerea egiziana è uno dei clienti storici della Dassault: tuttora questa aviazione schiera 18 Mirage 2000EM/BM e circa un centinaio di Mirage 5, addestratori "Alpha Jet" utilizzati anche per l'appoggio tattico e tre Falcon 20 per trasporto di rappresentanza. Questo grazie al contributo degli Emirati Arabi e dell'Arabia Saudita che stanno finanziando cospicuamente il riarmo egiziano impegnata contro l'ISIS.

Rafale
© Dassault Aviation

La fetta più grossa della torta comunque la teneva l'India: nel 2012 voci ufficiali del governo di New Delhi confermavano l'interesse di acquisire 126 Rafale dopo aver battuto la concorrenza dei caccia americani e russi, un occasione fortunata per la Dassault la quale sperava nella firma del contratto nel 2013. Ma alcuni ritardi nelle trattative (a quanto pare l'India non è molto abile nel prendere una decisione definitiva, come ben sappiamo.) hanno posticipato l'accordo fino a metà 2014 quando entrò di scena la HAL (Hindustan Aeronautics Limited) che era interessata a produrre il caccia su licenza. Il nuovo accordo precisamente prevedeva la consegna di un primo lotto di 18 velivoli totalmente costruiti in Francia, ed i restanti 118 prodotti su licenza in India. La situazione si è ulteriormente protratta tra la lentezza dei processi decisionali e le difficoltà economiche del governo indiano, fino alla goccia che ha fatto traboccare il vaso: alcune voci attribuite ad ambienti Dassault avrebbero negato che l'industria aerospaziale indiana, disponga del bagaglio di competenze tecniche necessarie a produrre su licenza un caccia tra i più avanzati al mondo, questo ha mosso sterili polemiche tra il ministero della difesa di New Delhi e i vertici di Dassault, fornendo un vero e proprio "casus belli" per il definitivo scioglimento del contratto. La HAL oggi vanta collaborazioni di tutto rispetto ed è coinvolta nella realizzazione di alcuni tra i maggiori programmi aeronautici civili e militari: Airbus, Boeing, BAE System, Dornier, Sukhoi. Di certo una mossa "suicida" da parte di Dassault, innescare polemiche sulle capacità dell'industria aerospaziale indiana, in una situazione così buia per il Rafale, è come battersi proprio "la zappa sui piedi".