La RAF programma l'entrata in linea degli F-35B

© Lockheed Martin
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Fonti: Royal Air Force - Lockheed Martin

La Royal Air Force, secondo quanto riferito dal suo portavoce, dopo che il governo ha confermato la produzione di tutti i quattro modelli nella variante B per svolgere una serie di test, ha tracciato un quadro generale sul programma F-35 Lightning II. Il governo ha confermato i contratti relativi ai primi 14 aerei da introdurre in servizio, mentre i primi quattro, una volta terminati i test saranno destinati all'addestramento degli istruttori. Secondo la RAF saranno 48 i velivoli destinati a sostituire i Tornado che saranno radiati entro il 2019, questo farebbe della Gran Bretagna il secondo Paese a livello mondiale per quanto riguarda il numero di velivoli nella variante STOVL (Short Take Off Vertical Landing)  subito dopo i Marines che hano in programma circa 420 velivoli tra F-35B e C. La flotta sarà destinata sia alla RAF che alla Royal Navy, un pò come succederà in Italia che risulta essere posizionata al terzo posto per numero di F-35 e quindi, destinati a sostituire Tornado, AMX, e gli Harrier della Marina.

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Il pentagono ha confermato recentemente in una conferenza stampa presso la base di Lakenheath lo schieramento di circa 48 F-35A dell' USAFE (Us Air Force in Europe) che affiancandosi a quelli della RAF formerebbero una presenza di 96 F-35A/B sul territorio inglese. 

Intanto il No.17 (Reserve) Squadron della Royal Air Force ha iniziato i test di valutazione sul velivolo alla Edwards AFB dell'USAF; l'aereo è contraddistinto dal codice BK-1 e veràà gestiro sia dai piloti della RAF che della Royal Navy. Il 9 febbraio scorso è stata celebrata una parata aerea per celebrare il centenario del reparto britannico che ha introdotto anche l'MRCA Tornado nella RAF, oggi tocca all'F-35. La forza armata prevede entro il 2020 una prima linea basata su cinque squadrons di Eurofighter "Typhoon" ed F-35B "Lightning II". Lockheed Martin è il prime contractor, ma il Regno Unito è l'unico collaboratore di livello 1 con gli Stati Uniti. Un certo numero di aziende britanniche, tra cui BAE Systems e Rolls-Royce avranno significative ripercursioni per quanto concerne sviluppo occupazionale e soprattutto un ruolo di rilievo come esponente principale nella partecipazione al programma Joint Strike Fighter.

 


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