AgustaWestland: cooperazione per un nuovo elicottero anglo-italiano

AW-129 Mangusta  / © Finmeccanica
AW-129 Mangusta / © Finmeccanica

Daniele Romiti, amministratore delegato del produttore anglo-italiano in occasione della manifestazione organizzata per festeggiare il centenario della fondazione della Westland il 12 luglio a Yeovil nel sud dell'Inghilterra, in conferenza stampa ha tracciato il bilancio sull'attività dell'azienda che dal 2000 è controllata da Finmeccanica, nata dalla fusione tra Agusta e GKN-Westland Helicopter. L'AD Romiti ha evidenziato i traguardi importantissimi raggiunti col il valido AW-101 che nel 1980 era semplicemente nato come un progetto destinato ai soli due Paesi, ma che alla fine si è rivelata una macchina di successo ed esportata in ben nove paesi stranieri oltre che in Italia e Inghilterra. Il triturbina opera sia nei reparti dell'Aeronautica militare nella versione AW, sia nella Marina Militare nella versione EH. Secondo i vertici di AgustaWestland questa sinergia è stata vincente, e l'azienda sarebbe pronta a ripetere l'esperienza per lo sviluppo di un elicottero militare di nuova generazione in grado di soddisfare le future esigenze di entrambe le nazioni.

Guardando un emergente necessità da parte dell'esercito italiano di sostituire la sua flotta di elicotteri d'attacco AW129 Mangusta che ormai risentono del passare del tempo malgrado i vari upgrade possibili, e dalla necessità del Regno Unito, per un eventuale successore del Puma in servizio dal 1970, si presume che l'azienda si muoverà in questo senso. Secondo Romiti I lavori per le nuove piattaforme verranno equamente ripartite tra le strutture della società in Italia e Regno Unito, l'entusiasmo non manca, e soprattutto la possibilità di investire in nuovi progetti, anche in campo civile, ma la priorità per adesso, vista l'anzianità di servizio dei mezzi, sarà soddisfare le esigenze dell' Esercito e della Royal Air Force con un occhio attento verso l'export. Attualmente Agusta Westland è presente con nove stabilimenti in Italia, uno in Inghilterra ed un in Polonia dopo l'acquisizione della polacca PZL-Świdnik nel 2010. 


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