F-22 Raptor retrofit: La Ogden ALC ottiene risultati migliori rispetto Lockheed Martin

Secondo un rapporto del GAO (Government Acountability Office) una specie di corte dei conti americana, la Ogden ALC un complesso di strutture situate presso la Hill AFB nello Utah, sede dove l'Air Force mantiene in efficienza operativa velivoli come F-16, A-10 e B-2, ha dimostrato di svolgere in completa autonomia la gestione di tutti i retrofit destinati alla linea F-22 Raptor abbattendo i costi e dando la possibilità all'USAF di mantenere operativi il 63% dei velivoli dell'intera flotta. Inizialmente il programma SRP (structure retrofit programme) era gestito da Lockheed Martin presso gli stabilimenti di Palmdale, ma non ha ottenuto gli stessi risultati, Secondo il rapporto del GAO con il sistema Lockheed, circa il 40% della flotta rimaneva operativa, mentre le operazioni di adeguamento del Raptor risultavano troppo lunghe. Attualmente l'F-22 svolge un ruolo importante in seno all'Air Force, ma per molti generali del Pentagono, ha tradito le aspettative.

Che non sia nato sotto una buona stella si sa, sin dal suo concepimento nel 1986, il primo caccia supercruise stealth di quinta generazione entrato in servizio, è stato al centro di un acceso dibattito per quanto concerne i costi di gestione aumentati del triplo rispetto a quanto stabilito, ma soprattutto per i difetti sia strutturali che a livello di elettronica. Originariamente il Raptor doveva sostituire gli F-15 Eagle, come caccia da superiorità aerea, ma con la caduta dell'URSS venne meno il pericolo di una superiorità aerea comunista rappresentata dai Su-27 Flanker e derivati. Le caratteristiche aria-aria furono ridimensionate per cedere il passo ad un velivolo polivalente per missioni aria-suolo e sorveglianza aerea dando vita al progetto ATF (Advanced Tactical Fighter).

© USAF
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L'aeronautica statunitense pianificò inizialmente un ordine 750 esemplari, ma alla fine ne furono ordinati soltanto 183, nel 2014  il presidente Barack Obama annunciò la cancellazione del programma e la fornitura di ulteriori velivoli per motivi di bilancio. Le opportunità di esportazione ci sono state, Giappone. Australia, Israele hanno cercato di ottenere una versione anche depotenziata del Raptor, ma il governo degli Stati Uniti si è sempre espresso a favore di una politica no-export per motivi di sicurezza nazionale, l'estrema sofisticazione delle tecnologie adottate può rappresentare una seria minaccia per gli stessi Stati Uniti se ne fosse concesso l'utilizzo a forze aeree straniere.


Tecnici del 309Th Aircraft Maintenance Group al lavoro alla Ogden ALC / © USAF
Tecnici del 309Th Aircraft Maintenance Group al lavoro alla Ogden ALC / © USAF

 Attualmente gli interventi sul F-22 Raptor svolti alla Ogden, sono sia di natura strutturale che tecnica, sono stati stanziati fondi per due grandi progetti di retrofit:

  1. il primo riguarda adeguamenti strutturali localizzati nella semifusoliera anteriore, Bordo d'entrata delle ali, vano motori, strutture della parte posteriore della fusoliera, alcune elettro-saldature cedono col tempo a causa delle alte temperature.
  2. RAMMP ( Reliability and Maintainability Maturation Program) un programma del valore di 1,7 miliardi di dollari, per sottoporre a retrofit i meccanismi del carrello d'atterraggio anteriore causa di molti incidenti, e l'aggiornamento del PMFD (Primary Multi-Function Display). installazione di un migliore collegamento dati e sistemi automatici anticollisione , implementazione di un nuovo sistema di controllo che integra i recenti missili Raytheon AIM-9X e AIM-120D AMRAAM.

Dulcis in fundo il tanto famigerato sistema di ossigeno è stato completamente riprogettato per impedire i sintomi di ipossia accusati dai piloti. La struttura ha la possibilità di operare su nove aerei alla volta, e il processo richiede una media di 131 giorni per completare tutto il lavoro. Il programma prevede l'ammodernamento di 162 velivoli appartenenti ad alcuni block costruttivi fino al 2020, un anno di anticipo rispetto a quanto preventivato con il programma SRP di Lockheed Martin e consentiranno di raggiungere le previste 8000 ore di volo di vita per l'F-22.

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