Eurofighter Typhoon: lo "swing role" lo rende sempre più unico nel suo genere

 Typhoon della RAF / © Eurofighter Jagdflugzeug GmbH
Typhoon della RAF / © Eurofighter Jagdflugzeug GmbH

Destinato alla difesa aerea, almeno questo era ciò che aveva in mente il consorzio internazionale Eurofighter quando questa splendida macchina stava iniziando a venire alla luce, oggi quello della difesa aerea può essere definito come il suo ruolo primario, ma il Typhoon può svolgere più missioni contemporaneamente. Questa possibilità è stata raggiunta grazie all'upgrade denominato Phase 3  Capability Enhancement (P3E) che può essere considerato come uno dei più importanti e significativi interventi sul sistema d'arma che sia mai stato implementato fino ad oggi, in quanto introduce nuove soluzioni che permetteranno al caccia europeo di essere a tutti gli effetti un caccia polivalente. Il Typhoon  rappresenta il più vasto programma industriale nel settore europeo della difesa, nonché l’esempio più avanzato di integrazione industriale in un unico programma comune, frutto della cooperazione tra Italia, Germania, Regno Unito e Spagna, avviata in base al Memorandum of Understanding generale sottoscritto nel 1986. Secondo questo protocollo d'intesa  la realizzazione del progetto doveva essere suddivisa in cinque fasi successive: definizione, sviluppo, industrializzazione, produzione in serie e supporto logistico.  il 10 novembre 1988, i quattro partners europei hanno dato avvio alla fase di sviluppo e sperimentazione del velivolo.

La tabella dscrive le quote di partecipazione delle nazioni appartenenti al consorzio
La tabella dscrive le quote di partecipazione delle nazioni appartenenti al consorzio

Il consorzio Eurofighter Gmbh, con sede a Monaco di Baviera, è costituito dalle quattro industrie nazionali: Alenia Aeronautica (Italia), BAE Systems (Regno Unito), EADS Deutschland (Germania) e EADS-CASA (Spagna) , ed è responsabile dello sviluppo e della produzione del velivolo, mentre Il consorzio Eurojet, responsabile dello sviluppo e della produzione del motore EJ-2000, è costituito da MTU Aero Engines(Germania), Rolls-Royce (Regno Unito), Avio (Italia) e ITP Industria de Turbo Propulsores (Spagna), una vera e propria sinergia d'eccellenze del settore aerospaziale europeo.

Eurojet EJ-2000 / © Eurojet
Eurojet EJ-2000 / © Eurojet
Due esemplari dell'Aeronautica Militare / © Alenia Aermacchi
Due esemplari dell'Aeronautica Militare / © Alenia Aermacchi

Il P3E rende il Typhoon unico nel suo genere, non solo multiruolo grazie ai miglioramenti apportati con l'upgrade "Tranche 3" ma altresì un caccia capace in una sola uscita operativa, di svolgere missioni di intercettazione, appoggio tattico, ricognizione, e acquisizione bersagli per conto di altri velivoli o pezzi di artiglieria presenti sul teatro operativo, in poche parole "swing role".  Eurofighter  Gmbh ha raggiunto lo stato dell'arte introducendo in via definitiva nella dotazione di serie del Typhoon nuovi sistemi d'arma che, ognuno nel suo genere rappresentano il meglio della tecnologia raggiunta in materia:

COMBATTIMENTO ARIA /ARIA:

 - Missile a breve raggio AIM-132 ASRAAM (Advanced Short-Range Air-to-Air Missile) prodotto da MBDA un consorzio europeo formato da BAE Systems, Airbus Group e Finmeccanica;

- Missile a medio/lungo raggio propulso da stratoreattore "Meteor", prodotto sempre da MBDA.

APPOGGIO TATTICO / CONTROGUERRIGLIA:

- Missile aria/superficie a corto raggio "Brimstone 2" prodotto anch'esso da MBDA;

ATTACCO AL SUOLO:

- Bombe guidate "Paveway IV" prodotte da Raytheon UK;

INTERDIZIONE A LUNGO RAGGIO:

- Missile da crociera "Storm Shadow" progettato da MATRA.

Un esemplare della Luftwaffe / © Luftwaffe
Un esemplare della Luftwaffe / © Luftwaffe

Il ministero della difesa del Regno Unito il giugno scorso ha stanziato 1,7 milioni di sterline per lo sviluppo di un lanciatore multiplo che permetterà al Typhoon di caricare molteplici sistemi d'arma su un unico punto d'attacco, il dispositivo è denominato con la sigla CWL (Common Weapon Launcher) esso secondo quanto dichiarato dal ministero, dovrà garantire la piena compatibilità con gli armamenti previsti per l'Eurofighter. in questo progetto saranno coinvolte la MBDA, BAE System e Raytheon UK, sul CWL potranno essere applicate differenti combinazioni tra sistemi diversi tra loro, ciascun lanciatore dovrà ospitare fino a tre ordigni così da aumentare in modo significativo l'efficacia del velivolo e gli effetti delle armi adottate. Questa nuova soluzione che ad oggi è ancora in fase preliminare, testimonia il fatto che il sistema Eurofighter è ancora in evoluzione, la sua storia deve ancora essere scritta, ma entra a pieno diritto nella "Hall of fame" dell'aviazione militare mondiale, Eurofighter Typhoon rappresenta per l'industria aerospaziale europea una spinta tecnologica e occupazionale in grado di offrire future garanzie di sviluppo ai partner: attualmente, oltre 60.000 persone nelle quattro nazioni del consorzio sono  coinvolte nel programma, di cui 12.000 soltanto in Italia. Il ruolo delle aziende italiane nella produzione dell'Eurofighter è senza ombra di dubbio di prim'ordine, in Italia sono impiegate in media per le sole attività dirette, interne ed esterne, circa 7.200 risorse uomo/anno, di elevata qualificazione tecnica e alto livello professionale. Altre 4.800 risorse uomo/anno sono assorbite dalle attività indirette legate al programma.

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