Volano i Rafale dell'Egyptian Air Force, ormai finiti gli anni difficili per il caccia Dassault 

Dassault Rafale EM01 della EAF / © Alexandre Dubath
Dassault Rafale EM01 della EAF / © Alexandre Dubath

Obbiettivamente (con rammarico) non ci saremmo mai aspettati di vedere un caccia Dassault Rafale fregiarsi di una coccarda che non fosse stata soltanto francese, ma il 2015 è stato un anno magnifico per il caccia "franco-francese" conquistando importanti mercati esteri, per il Rafale sono finiti gli anni difficili. Ma il 2015 non è stato soltanto un anno magnifico per il solo caccia, bensì per tutta l'industria francese del settore, che per la mancanza di esportazioni si sarebbe imbattuta in una crisi tale che avrebbe potuto tradursi in una chiusura delle linee di montaggio. Il bireattore francese è il diretto discendente della dinastia Mirage vero e proprio "bestseller" Dassault per quanto concerne le esportazioni,  ma non ha avuto lo stesso successo fuori i confini nazionali, essendo stato ordinato, a trent'anni dal suo primo volo (4 luglio 1986) soltanto dall' Armée de l'Air nella versione B (biposto) e nella versione C (monoposto) per un totale di 90 in servizio più 140 in ordine, e dall' Aéronavale nella versione M (Marine - monoposto) per un totale di 27 Rafale operativi più ulteriori 20 in ordine. Si tratta di un ordine sostanzioso e per alcuni imposto - gira una leggenda che i piloti di marina avrebbero preferito il Super Hornet - ma non hanno contribuito di certo ad abbattere la profonda crisi di vendite che attanagliava Dassault fino a qualche periodo di tempo fa.

Dassault Rafale M
Dassault Rafale M

Come già abbiamo avuto modo di annunciare il 15 aprile scorso leggi articolo a sbloccare l'empasse per quanto concerne le vendite è stata l'Egitto con un ordine di ventiquattro velivoli di cui sedici Rafale DM (monoposto) e otto EM (biposto), il governo del Cairo aveva espresso il desiderio di poter far volare i primi 3 esemplari egiziani entro il 5 agosto, data dell'inaugurazione dell'ampliamento del Canale di Suez, in occasione della quale i Rafale si sarebbero esibiti in un sorvolo in formazione. Per soddisfare tale richiesta si sono impegnate intensamente Dassault Aviation, che ha lavorato a pieno ritmo nelle linee di montaggio per effettuare qualche "limatina" anche ai software e all'avionica dato che l' Egitto non fa parte della NATO, e anche l'Armée de L'Air, provvedendo all'addestramento  sia degli specialisti che dei piloti, sulla base aérienne 118 di Mont-de-Marsan e sulla base aérienne 113 di Saint-Dizierla. La foto di Alexandre Dubath è stata scattata comunque durante un'avvicinamento presso la base aérienne 125 ubicata ad Istres dove alcuni testimoni affermano di aver assistito a moltissimi voli di prova. 


I ventiquattro Rafale egiziani saranno dotati di missili aria-aria MICA, missili da crociera SCALP aria-terra (chiamato Black Shahine per la versione di esportazione) e bombe aria-terra SAMA. Ed è proprio sulla sua versatilità che Dassault ha sempre puntato: all'inizio dello sviluppo dell' allora ACX (Avion de Combat Expérimental) era inteso come caccia per superiorità aerea, ma col tempo, e nel corso della sua evoluzione è diventato sempre più polivalente, la versione monoposto è più indicata per l'intercettazione mentre la biposto di solito è idonea per l'interdizione e l'attacco al suolo. Rispetto al cugino Eurofighter Typhoon diventato sempre più polivalente o meglio "Swing role" con gli ultimi upgrade, il Rafale lo si è pensato multiruolo in corso d'opera, con lo sviluppo piuttosto rapido.

Rafale B francese durante l'operazione "Serval" in Mali, equipaggiato con l'illuminatore laser "Damocles" ed armato con bombe guidate GBU-12 / © Armée de l'Air
Rafale B francese durante l'operazione "Serval" in Mali, equipaggiato con l'illuminatore laser "Damocles" ed armato con bombe guidate GBU-12 / © Armée de l'Air

 L'armamento è il vero tallone d'Achille del Rafale, non che non sia efficace, ma è di produzione francese, o meglio, incompatibile con l'arsenale di solito di provenienza americana dei potenziali acquirenti, che spesso utilizzano anche armamento di produzione nazionale ma di concezione "americaneggiante", per dirla in parole semplici, se interessa il Rafale, bisogna comprare anche le armi apposite di costruzione francese, in quanto incompatibile con un Sidewinder o un AMRAAM o derivati. Questo lo rendeva meno competitivo rispetto al suo concorrente multinazionale Eurofighter. Il paradosso comunque rimane ancora una volta l'armamento, la possibilità di caricare una vasta gamma di munizioni per svariati tipi di missione, dall'interdizione all'intercettazione, pattugliamento e difesa aerea, lo rendono tra i caccia più versatili che siano mai stati concepiti, e naturalmente come del resto è capitato ad aerei della sua generazione, il Rafale ha risentito degli enormi passi da gigante che la tecnologia avionica ha compiuto in questi ultimi anni; i tecnici Dassault hanno compiuto notevoli sforzi per cercare di tenerlo al passo coi tempi, e ci sono riusciti decisamente bene: il suo radar all'inizio il Thomson-CSF RDX RACAAS presentato come il più avanzato apparato tra quelli in dotazione sui caccia di quarta generazione e mezzo, è stato soppiantato dai nuovissimi e diffusissimi apparati AESA a scansione elettronica, quindi il Rafale si è dotato di un radar AESA Thales (Thomson -CSF)  RBE-2AA (Radar à Balayage Electronique 2 plans - Radar a scansione elettronica su due piani).

Vista frontale dell'apparato radar

L'intero sistema nel suo insieme è molto compatto

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Secondo a quanto dichiarato da Thales il nuovo radar ha una portata di 150-200 km e consente una moltitudine di funzioni tra le quali la navigazione altimetrica (terrain following) e la possibilità di ingaggiare e seguire otto bersagli simultaneamente  con la possibilità di selezionare quali di questi attaccare per primo. L'apparato OSF (Optronique secteur frontale) è il centro nevralgico del Rafale, nelle missioni aria-aria,  esso consente l'intercettazione a lunga distanza fuori dal campo visivo, a onda passiva, e l'identificazione del target prima dell'ingaggio, il rilevatore a palla IR può essere utilizzato come FLIR o come rilevatore bersagli sia aria-aria che aria-superficie o mare, con un raggio d'azione oltre i 6 km. Il pilota interagisce con i sistemi grazie a schermi multifunzione HUD e HDD con la possibilità di effettuare alcune azioni secondarie mediante comandi vocali.

Rafale B
Rafale B

Come detto punto di forza e allo stesso tempo debole è l'armamento che resta sempre di concezione francese "Proprietary", ma al contempo molto efficace, potente e versatile, l'armamento fisso consiste nel cannone Nexter 30M791B da 30 mm a 3 cadenze di tiro di 450, 1500, 2500 colpi al minuto con la possibilità di settare le raffiche da continuative a 0,5 e 1 secondi. L'armamento da lancio invece è articolato su ben 14 punti d'attacco per un carico totale di 8000 kg d'avvero notevole per un caccia considerato di classe medio/leggero, naturalmente essendo un multiruolo, l'aereo può caricare armi a seconda della tipologia di missione, quindi:

ARIA/ARIA:

  • Missili polivalenti MBDA "Mica-EM" a guida radar attiva (x6)
  • Missili polivalenti MBDA "Mica-IR" ad autoguida infrarossa passiva (x6)
  • 28 aprile, presso il poligono di Biscarosse, è stato effettuato il primo lancio del missile a lungo raggio MBDA "Meteor" l'entrata in servizio è prevista per il 2018.

©MBDA

ARIA/SUPERFICIE:

  • Missile da crociera EG "Scalp"
  • Missili da crociera ASMP-A
  • Missile antinave AM-39B2 "Exocet"
  • Bombe guidate Sagem AASM

Durante l'impiego in Afghanistan, i Rafale sono stati resi compatibili con le GBU-12 "Paveway II" e GBU-22 "Paveway III" ne potavano sei, ma l'unico problema era il fatto che non comunicavano col sistema di default, di conseguenza l'aereo doveva ricorrere a dei designatori posti su altri aerei o a terra, alla fine si decise di interfacciarli col sistema di designazione Damocles Pod un apparato molto versatile usato anche dai Typhoon sauditi contro l'ISIS.

Damocles Pod
Damocles Pod
Rafale durante una missione in Afghanistan, si notano le Paveway e il Damocles posto sotto la presa d'aria.
Rafale durante una missione in Afghanistan, si notano le Paveway e il Damocles posto sotto la presa d'aria.

La configurazione col Damocles ha dato prova dell'estrema versatilità dell'aereo anche con armamento "atipico", ma obtorto collo non tutto è andato come Dassault Aviation sperava, il cliente sul quale più contava, l'India, alla fine ha firmato un accordo per 36 velivoli dei 126 previsti per il concorso MMRCA, ma non si escludono opzioni di ulteriori lotti. Il Qatar invece ha firmato un contratto per 12 aerei, ma è un lotto iniziale vi è un opzione di ulteriori 12, naturalmente per queste decisioni hanno giocato un ruolo importante l'impegno da parte di Egitto e Qatar contro il Califato di al-Baghdadi, e soprattutto di aver avuto la possibilità di usufruire di finanziamenti di banche francesi. dopo le sconfitte in Svizzera (l'acquisto di un sostituto dei F-5 è ancora in dibattito) e Brasile che lo ha scartato a favore del più economico Jas-39E Gripen, a Singapore che ha scelto l'F-15SG "Silent Eagle", Oman che ha scelto il Typhoon, Corea del Sud dove ha vinto l'F-15K e l'accordo con la Libia saltato per via della guerra civile, il prezzo dell'aereo era decisamente salito alle stelle rendendolo poco competitivo, una specie di circolo vizioso che si ripercuote sulle linee di montaggio che a causa di una produzione ridotta, il prezzo per unità cresce, trasformandosi in una sorta di catena che trascinava tutto verso un futuro oscuro. Grazie a questi ordini il Rafale è risorto a nuova vita, alla fine è un buon caccia che fa più che bene il suo dovere.

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