Gli F-14 "Tomcat" dell' Iran resteranno in servizio fino al 2030 grazie agli upgrade di derivazione russa.

F-14M della IRIAF (Islamic Republic of Iran Air Force)
F-14M della IRIAF (Islamic Republic of Iran Air Force)

Possiamo considerarli gli ultimi Tomcat sopravvissuti al mondo, la Islamic Republic of Iran Air Force li considera come un baluardo a difesa del proprio spazio aereo. Fars News Agency la principale agenzia di informazione iraniana, ha divulgato la notizia che presso lo stabilimento TAB-8 di Isfahan Shaid Babaie, si stanno svolgendo degli interventi di natura tecnica sugli ultimi F-14 Tomcat ancora rimasti in vita, attualmente alcune fonti stimano tra le 20/25 unità ancora disponibili e perfettamente funzionanti, la scelta di questo velivolo da parte iraniana risale agli anni '60 ed obbiettivamente mantengono una buona valenza operativa anche ai giorni nostri.

Sopravvissuti alla rivoluzione islamica, alla guerra con l'Iraq degli anni '80, all'embargo degli USA sui pezzi di ricambio, i Grumman F-14 Tomcat continuano a svolgere il proprio dovere a protezione dei cieli iraniani, a distanza di più di trent'anni dalla loro immissione in servizio nei reparti dell'allora Aeronautica Imperiale Iraniana. Intorno alla fine degli anni '60, per migliorare le capacità di controllo del proprio spazio aereo, gli ufficiali dello Shah di Persia, si accorsero di quanto debole fosse la loro capacità di controllo e soprattutto protezione dello spazio aereo, essenzialmente questo deficit era dovuto alle caratteristiche morfologiche del territorio: l'Iran è caratterizzato da altissime catene montuose che costituivano dei veri e propri "punti ciechi" nella rete radar, soprattutto nelle porzioni di terreno che per paradosso andavano a confinare con i paesi considerati più ostili come l' Iraq e l'allora URSS. Quando nei primi anni '70 iniziarono ad apparire i nuovissimi e velocissimi ricognitori di costruzione sovietica MiG-25R "Foxbat" che l'Aeronautica Imperiale Iraniana non era in grado di intercettare con i propri F-4 Phantom II, al fine di ristabilire un deterrente strategico idoneo a tale minaccia, l'Iran capeggiato dallo Shah di Persia, si rivolse agli Stati Uniti allora alleati.


F-14 Tomcat con la vecchia colorazione a toni mediorientali.
F-14 Tomcat con la vecchia colorazione a toni mediorientali.

A seguito di un approfondito studio sulle reali esigenze dell'Aeronautica Imperiale, furono proposti due tra i migliori caccia a disposizione in quel periodo negli USA, uno apparteneva all' USAF ed era l'F-15 Eagle, l'altro era il famigerato F-14 Tomcat dell'US Navy, gli analisti dello Shah optarono per quest'ultimo. Impressionati dalle indubbie qualità nel combattimento manovrato, ma anche dalle prestazioni in combattimento BVR (fuori dal campo visivo), allora il Tomcat era equipaggiato con il radar AWG-9 il più potente in assoluto, con un raggio di scoperta superiore a 160 km contro i bombardieri, e la capacità di tracciare fino a 24 bersagli aerei contemporaneamente seguirne 18 e attaccarne 6 simultaneamente con i AIM-54A semi attivi che avevano un raggio di 130 km performance che oggi possono ancora essere considerate di tutto rispetto contro un caccia di quarta generazione.

Fu siglato un contratto nel 1974 del valore di 2 miliardi di dollari per 80 F-14A e venne istituito da parte dell'amministrazione Ford - succeduto dopo le dimissioni a Nixon per lo scandalo Watergate -  il "Persian King Program" che prevedeva non solo la fornitura delle macchine, bensì degli armamenti del tipo AIM-54, parti di ricambio, motori di riserva, addestramento del personale sia di volo che di terra e la costruzione di una nuova grande base (utilizzabile dagli americani) in un area desertica della regione di Esfahan più idonea ad accogliere i velivoli, a tutt'oggi operativa e centro nevralgico della manutenzione degli F-14. Alla fine del '79 il piano di addestramento dei piloti e dei tecnici era completato, ma allo scoppio della rivoluzione di Khomeini il programma Persian King venne cancellato, in tutto risultarono consegnati 79 velivoli, 284 Phoenix, e grandissimi quantitativi di ricambi. Il resto è storia recente, gli F-14 sono sopravvisuti fino ai giorni nostri di quei 79 circa 20 o forse ancora di meno risultano essere operativi ed aggiornati allo standard F-14M (ossia "Modernized").

La "bestia nera" della guerra contro l'Iraq, ma condannato  all'obsolescenza

CONSIGLIATI 
DA
AeroStoria

(LIBRI/DVD)

La configurazione degli F-14A comunque è stata oggetto di discussioni, soprattutto dopo la rivoluzione Khomeinista, gli americani cercarono sempre di avvalorare la tesi secondo la quale, i Tomcat venduti all'Iran, fossero stati consegnati con un avionica nettamente inferiore rispetto alle reali capacità del velivolo, quindi pressoché innocui, ma i risultati conseguiti dai reparti di F-14 durante la guerra contro l'Iraq (1980-1988) sono la prova tangibile che il "gattone" era una vera e propria bestia nera, che secondo voci ufficiose, riuscì ad abbattere circa un centinaio tra MiG-21,23,25,27 e Su-20,22 e molti Mirage (tendenzialmente più moderni dei precedenti) durante questa lunga e sanguinosa guerra. 

F-14 con la nuova livrea aria-aria adottata a partire dagli anni '90
F-14 con la nuova livrea aria-aria adottata a partire dagli anni '90

Dagli anni '90 fino ai giorni nostri il regime iraniano ha sempre continuamente annunciato di sottoporre i suoi intercettori F-14 a continui upgrade per continuare a fare affidamento sulla loro efficacia operativa, un impresa resa difficile dall'embargo imposto dagli USA dopo la caduta dello Shah. Alcune parti di ricambio provengono da una rete illegale di importazione dei pezzi , situazione che ha provocato sempre un forte imbarazzo agli americani. 

Ma soprattutto la sopravvivenza dei Tomcat, la si deve ad intensi sforzi nelle attività di reverse engineerig, al fine di garantire all'industria iraniana, una certa autonomia nella produzione e manutenzione di più sistemi possibili. Le foto pubblicate da Farsnews dimostrano, infatti, gli sforzi profusi dai tecnici dell'IRIAF per il mantenimento in linea dei Tomcat rimasti in servizio.


Le foto degli F-14 M  divulgate da Farsnews

Si tratta di due esemplari in manutenzione presso lo stabilimento TAB-8 della base Isfahan Shahid Babale, mentre vengono posti ad interventi tecnici. L'attuale versione dei Tomcat, secondo le fonti, resteranno in servizio fino al 2030, anche se ormai le cellule iniziano a risentire dell'età. Tutti gli F-14M sono stati dotati di un nuovo radar ottimizzato per missioni aria-suolo, secondo l'agenzia di stampa, questi upgrade avrebbero come modello di riferimento la polivalenza del MiG-29 Flucrum , risulta, difatti indubbio, il contributo tecnico di Mosca all'intero piano di ammodernamento, tutti gli "M" sono compatibili con armamento di derivazione russa, quali gli "Archer" (in codice NATO) che sarebbe l'omologo del Sidewinder le cui scorte iraniane iniziano a scarseggiare.


Come del resto iniziano a scarseggiare le scorte dell'arma di punta del Tomcat: il missile a lungo raggio appositamente sviluppato per l'F-14 AIM-54 "Phoenix" capace di colpire un bersaglio a 160 km di distanza. Per sopperire a tale mancanza, il missile originale è stato oggetto di studio da parte dei tecnici iraniani coadiuvati da quelli russi, applicando un operazione di reverse engineering su alcuni modelli in possesso e producendo una variante in proprio denominata "Fakour-90".

Volendo dare un giudizio complessivo sulla attuale capacità operativa degli F-14 M , si può affermare che si tratta ancora di un avversario ostico, se ben pilotato, anche nei confronti di velivoli di quarta generazione se per un caso fortuito riuscisse ad arrivare a distanza di dogfight. Gli sforzi compiuti dal regime iraniano, che vanta rapporti di collaborazione non soltanto con la Russia ma anche con la Cina, faranno in modo che gli F-14 M anche se in numero esiguo, e con cellule che hanno superato i quarant'anni di operatività, potranno contribuire alla difesa dello spazio aereo iraniano con un'innegabile efficacia operativa.


Fonti: FarsNews - Northrop Grumman 

Autore: Ino Biondo - inobiondo36@gmail.com - Twitter @bioino

Subscribe

Scrivi commento

Commenti: 0