Gli Emirati Arabi preferiscono il Rafale all'Eurofighter.

Dassault Rafale / © Dassault Aviation
Dassault Rafale / © Dassault Aviation

I deserti asiatici iniziano a diventare l'habitat naturale del Rafale francese, senza ombra di dubbio, e con un certa spregiudicatezza (quella che spesso manca alle nostre industrie europee) la Dassault sta accumulando un successo dopo l'altro; eppure sembrava, quella del Rafale, una storia destinata al fallimento, soprattutto dal punto di vista dei costi, la scarsezza di ordini avrebbe fatto salire vertiginosamente i costi per unità, ma non è così e i numeri parlano chiaro: 24 esemplari per l'Egitto, 36 per l'India (120 poi ridotti), 24 per il Qatar, e oggi un nuovo potenziale acquirente, il più importante degli Emirati Arabi e dell'Asia occidentale: Abu Dhabi.

Questo si traduce in un controvalore di contratti firmati pari ad una cifra di 15 miliardi di euro soltanto nei primi mesi del 2015, e vale 30mila nuovi posti di lavoro qualificati per gli anni a venire. Oltre a Dassault Aviation che costruisce il 60%, all'affaire Rafale partecipano altre grandi eccellenze dell'industria francese, Thales con il 25% e Safran con il 15%, una sinergia che ha portato la Francia al secondo posto nella classifica mondiale dell'export per la difesa. L''interesse del governo di Abu Dhabi è più che altro una RFP (Request For Proposal) di ben 60 esemplari del multiruolo francese, con la possibilità di poter finanziare, come è nello stile di Abu Dhabi, l'intero programma per un'eventuale "personalizzazione" dell'aeromobile. Non è la prima volta che gli Emirati usano questa strategia, basi pensare che, come abbiamo già avuto modo di parlarne, gli F-16E/F "Desert Falcon"    acquistati dagli Stati Uniti, presentano un tale grado di personalizzazione che risultano financo superiori a quelli in dotazione all'US Air Force stessa.

Quindi dobbiamo aspettarci che le richieste del governo di Abu Dhabi, per quanto concerne i Rafale siano altrettanto particolari, da renderli superiori agli stessi aeromobili in dotazione all'Armée de l' Air e alla Marine Nationale. Dassault infatti, ha fatto riferimento ad un nuovo radar a scansione elettronica (AESA) con capacità maggiori, e probabilmente, si ritiene che gli Emirati Arabi, cerchino un' altrettanto maggiore se non totale compatibilità, agli standard NATO, considerato un vero e proprio tallone d'Achille del cacciabombardiere francese, la scarsa integrazione con i sistemi NATO è stata la causa principale delle sue difficoltà di esportazione. A quanto pare il "made in France" sa attirare verso di se moltissimi e soprattutto importanti compratori mondiali, questo è sicuramente frutto di una politica vincente del ministero della difesa di Parigi, e del suo ministro Jean Yves Le Drian, che si è impegnato a curare anche la parte commerciale della sua funzione. Ciò che ha giocato un ruolo determinate contro i competitors americani ed europei (inglesi in particolare), sta nel fatto che il Rafale sarà "troppo francese" ma non ha limitazioni per quanto concerne la fornitura degli armamenti e di tutti i sitemi e sottositemi d'arma in dotazione; gli USA di contro, prediligono un controllo più sistematico degli armamenti ed equipaggiamenti militari export, questo masochismo americano ha difatti favorito le vendite militari francesi in Qatar e Arabia Saudita. Ma la faccenda più sorprendente è che gli Emirati Arabi Uniti, fino a pochi mesi fa fermamente orientati all'acquisto del caccia europeo Eurofighter, hanno improvvisamente interrotto le trattative col governo britannico, preferendo mettere in linea l'acerrimo rivale del Typhoon.


© Dassault Aviation
© Dassault Aviation

BAE System ha dato l'annuncio dell'esclusione dell'Eurofighter dopo una serie di trattative che hanno prodotto lo spiacevole risultato, quale sia stata la causa non si sa, ma è probabilmente la politica del governo Cameron che dal punto di vista dei rapporti con i paesi dell'area mediorientale e dell'Asia occidentale ha generato un tale isolamento che non ha riscontri in passato, questo naturalmente va a discapito dell'Italia e di Finmeccanica. Se Dassault Aviation dovesse aggiudicarsi la commessa, si tratta di un affare di ben oltre 15 miliardi di euro che comprende l'addestramento dei piloti, del personale tecnico, un abbondante e "spregiudicata" dotazione di armamento, motori di riserva ed altri ricambi, si presume che la scelta francese del governo di Abu Dhabi sia dovuta alla futura radiazione dei Mirage 2000-9 ancora in servizio, una scelta che comunque resta una sconfitta per il consorzio europeo, che paga lo scotto di una politica troppo chiusa e decisamente divisa.


Autore: Ino Biondo

Fonti: Dassault Aviation

Subscribe

ARTICOLI CORRELATI

Accordo tra Italia e Kuwait per 28 Eurofighter Typhoon
Accordo tra Italia e Kuwait per 28 Eurofighter Typhoon
Volano i Rafale dell'Egyptian Air Force, ormai finiti gli anni difficili per il caccia Dassault .
Volano i Rafale dell'Egyptian Air Force, ormai finiti gli anni difficili per il caccia Dassault .
Dopo i Rafale l'Egitto ordina anche i MiG-35.
Dopo i Rafale l'Egitto ordina anche i MiG-35.
Dassault Rafale lancia il primo Meteor.
Dassault Rafale lancia il primo Meteor.

Scrivi commento

Commenti: 0