Continua la campagna russa contro l'ISIS, Putin schiera in Siria il meglio della VVS.

Un cacciabombardiere Su-34 sgancia una bomba KAB-500 a guida GPS / © Reuters
Un cacciabombardiere Su-34 sgancia una bomba KAB-500 a guida GPS / © Reuters

Senza ombra di dubbio l'intervento russo in Siria è stato utile, anzi, "provvidenziale", per le forze governative di Bashar al-Assad ormai in disfacimento e soprattutto incapaci di mantenere il controllo del territorio ormai per un quinto in mano agli uomini dell'Esercito Siriano Libero (al-jaysh al-sūrī al-ḥurr), soprattutto nelle zone di Homs e Hama, e della fascia costiera (con la più alta densità di sostenitori di Assad) minacciata dall'Esercito della Conquista (Jaish al-Fatah) che è riuscito a conquistare Idlib e i sobborghi di Latakia. La componente aerea russa in queste ultime settimane è cresciuta rapidamente, fino a raggiungere un raggruppamento di 50 aeromobili sia intercettori che d'attacco, elicotteri da combattimento, da trasporto/ Combat SAR, UAV.

Controlli pre-missione su un Su-34 / Sputnik News
Controlli pre-missione su un Su-34 / Sputnik News

Dopo la fase di rischieramento iniziata nell'agosto di quest'anno, presso la base aerea siriana di Latakia, la Voenno-vozdušnye sily Rossijskoj Federacii, l'Aeronautica della Federazione Russa spesso abbreviata con la sigle VVS, ha iniziato le operazioni il 30 settembre, schierando una forza d'attacco suddivisa in dodici Su-25 "Frogfoot", dieci Su-24M "Fencer" e sei Su-34 "Fullback", per quanto concerne le unità intercettori, la VVS conta su quattro Su-30M "Flanker H". La Russia ha altresì schierato un numero imprecisato di droni Yakovlev da ricognizione e designazione "Pchela-1T" e "Shmel-1" , la componente ad ala rotante è formata da una quindicina di elicotteri d'attacco Mi-24/35 e da trasporto Mi-8 che hanno anche il compito di svolgere missioni Combat SAR. Senza ombra di dubbio si tratta di uno schieramento di tutto rispetto, e soprattutto eterogeneo, in modo da ottenere quella che gli strateghi statunitensi definiscono una "Full spectrum dominance" del teatro delle operazioni, ossia il pieno controllo aereo, terrestre e marino, altresì delle vie di comunicazione (electronic warfare e cyber warfare). Questo dimostra quanto le forze aeree russe hanno fatto un salto di qualità rispetto gli anni passati, per quanto concerne strategia ed organizzazione, anche se obiettivamente, alcune macchine risultano anziane, ma possono essere considerate "tendenzialmente" ancora valide: praticamente il Su-24 è il Tornado russo e il Su-25 l'A-10 dell'est, infatti risultano molto simili per prestazioni e soprattutto per efficacia. Questi velivoli risalenti all'ex Unione Sovietica, vengono affiancati dai ben più moderni Sukhoi Su-34 che sono impiegati prevalentemente in missioni notturne grazie ad un avionica e alla strumentazione più avanzata rispetto agli altri aerei d'attacco.

La linea di volo di Su-25 basati ad Hmeimin. / Sputnik News
La linea di volo di Su-25 basati ad Hmeimin. / Sputnik News

 I russi hanno fornito alcune informazioni (molto dettagliate) sul loro schieramento in Siria, hanno confermato che gli elicotteri sono stati trasferiti in Siria, come detto presso la base aerea di Latakia, mediante aerei da trasporto pesanti quali gli Antonov An-124Ilyushin Il-76. Tuttavia risulta un vero e proprio mistero come caccia e cacciabombardieri siano arrivati, gli ufficiali russi confermano mediante un volo di trasferimento probabilmente dalla base di Budjonnovsk nel nord del Caucaso. Per raggiungere la Siria i velivoli avrebbero sorvolato sicuramente il Mar Caspio, l'Iran e l'Iraq, l'altra strada, ossia quella che consente di passare dall'Europa del sud, è improbabile in quanto gli USA hanno bloccato lo spazio aereo alla Russia. Sia i Su-34 e "30" ed anche i "24" possono essere riforniti in volo e quindi il problema non si pone, ma i Su-25? Quest'ultimi non proprio, di conseguenza è probabile (come del resto hanno confermato alcune fonti) che siano stati trasferiti colmi di carburante ma facendo uno scalo di rifornimento a metà strada, difatti tra il 18 e il 19 settembre una formazione di circa una dozzina di Su-25 e di altrettanti Su-24 hanno sorvolato in formazione compatta all'ombra di un An-124 il Mar Caspio per poi fare un rifornimento intermedio sulla base di Hamadan in Iran.

Una strategia pianificata da tempo, che senza ombra di dubbio risulterà vincente, e risolutiva.                           

Una tesi avanzata da The Aviationist, fa riferimento ad un fatto insolito avvenuto sui cieli siriani tra il 19 e il 20 settembre scorso: alcuni caccia e cacciabombardieri russi hanno eluso la sorveglianza statunitense volando in formazione serrata al seguito di un cargo Il-76, questi erano gli stessi "famosi" velivoli fotografati dai satelliti, parcheggiati sulla pista di Latakia.


Probabilmente i velivoli russi durante il trasferimento hanno volato in formazione strettissima di quattro alla volta più il cargo, in modo che risultassero offuscati dalla traccia radar del gigantesco Ilyushin, evitando il rilevamento (alcuni rapporti dell'Intelligence americana confermano la tesi). Si tratta di un vero e proprio "scacco matto" ai servizi americani, soprattutto in una regione dove la loro presenza è consolidata. Il fatto certo è che Vladimir Putin ha pianificato l'intervento da tempo: non si può sorvolare lo spazio aereo di due Paesi con l'ipotesi plausibile di aver fatto scalo, senza aver intavolato rapporti diplomatici. Altro fatto che desta sbalordimento, è l'abilità dei piloti della VVS che sono riusciti a compiere un lunghissimo volo in formazione serrata e soprattutto in silenzio radio. Questo dispiegamento così "furtivo" e soprattutto riuscito, dimostra quanto gli Stati Uniti non vedano (almeno all'inizio) di buon'occhio l'intervento russo, e lo dimostra il fatto che l'attacco mediante missili da crociera russi, contro i Jihadisti in Siria appoggiati dal governo degli Stati Uniti, avrebbe potuto scatenare una reazione a "stelle e strisce" contro i caccia con la "stella rossa" intercettando la forza d'attacco, che sorvolava la "No fly zone" istituita da Obama, impedendone così lo schieramento, un rischio che sia gli strateghi russi che lo stesso Putin non hanno voluto correre.

Nella base di Latakia, i russi hanno anche implementato sistemi di "Jamming" elettronici molto avanzati (la Russia eccelle in questo campo) si tratta del sistema Krasukha-4 di KRET, un apparato di disturbo molto avanzato altamente mobile, in grado di disturbare non solo le comunicazioni radio, ma anche i radar degli AWACS , dei satelliti a bassa orbita, droni e aerei, un deterrente a supporto delle operazioni aeree; nelle vicinanze della base di Tartus, vero e proprio acquartieramento navale risalente agli anni della guerra fredda, da tempo i russi dispongono di una stazione d'ascolto elettronico SIGINT anch'essa risalente agli anni '70 -'80 ma non si esclude che i tecnici russi abbiano implementato degli upgrade, lo schieramento navale comprende l'incrociatore Moskva a largo delle coste siriane, e le fregate Ladni, Pitlivi e Smetlivi; l'esercito fino al momento in cui scriviamo ha avuto compiti di presidio e protezione delle basi.


Un intercettore Su-30 in decollo da Latakia, da notare sulle derive i contrassegni della stella rossa e i  codici occultati. / © Reuters
Un intercettore Su-30 in decollo da Latakia, da notare sulle derive i contrassegni della stella rossa e i codici occultati. / © Reuters

In ultima analisi si tratta di un dispiegamento di grande potenza, è probabile che questo complesso di strutture e di basi dotate di sistemi elettronici molto efficaci, e soprattutto di una difesa missilistica antiaerea di tutto rispetto, vi rimarranno, e non solo, è altrettanto probabile che siano ampliate per ricevere i grandi aerei da trasporto An-124 e Il-76, il governo siriano auspicherebbe una presenza russa maggiore, gli USA storceranno sicuramente il naso, ciò significherebbe la fine della supremazia aerea di Israele sui cieli di Siria e Libano, ma anche un campanello d'allarme per le basi USA di Incirlik e Suda che schiera velivoli F-15 Eagle alternativamente agli F-16 Fighting Falcon, decisamente più anziani rispetto i Su-30 e derivati, e cacciabombardieri Su-34, anche se recentemente la flotta di Incirlik in Turchia e in Arabia Saudita sono state rifocillate con un gruppo di A-10 Thunderbolt II (anziani ma tosti) ed F-22 Raptor (con tutti gli annessi e connessi), tecnologicamente e quantitativamente sul Mediterraneo la Russia, è di gran lunga superiore agli Stati Uniti, ciò comporterebbe per Washington la perdita del controllo sul Mediterraneo.

Un Su-24 "Fencer" un cacciabombardiere tattico a geometria variabile paragonabile al Tornado o all'americano F-111 / Reuters
Un Su-24 "Fencer" un cacciabombardiere tattico a geometria variabile paragonabile al Tornado o all'americano F-111 / Reuters

Gli attacchi aerei sono iniziati il 30 settembre 2015, nel solo primo giorno di campagna la forza aerea russa ha compiuto 20 sortite con i Su-24 e i Su-25 colpendo obiettivi dell'Esercito Libero Siriano e degli estremisti di Al Nusra e Ahrar as Sham, nelle zone di Homs ed Hama, le successive operazioni hanno tenuto la stessa media di sortite, ma stavolta colpendo anche le zone occupate dagli uomini del califfato, espandendo l'area delle operazioni stavolta su Idlib e Aleppo, e Raqqa. Gli obiettivi da colpire sono stati acquisiti e/o individuati con l'ausilio di UAV e forze speciali, riguardano soprattutto le infrastrutture dei jihadisti, centri di comando, depositi di munizioni e di armi, centri di addestramento e di comunicazione, oleodotti, officine e fabbriche. Alcuni rapporti diramati dagli ufficiali della VVS parlano di attacchi compiuti probabilmente dai Su-25 contro convogli di jihadisti in movimento, in particolare un rapporto, fa riferimento anche alla distruzione di materiale militare come carri armati e artiglieria. La forza d'attacco utilizza sia munizionamento "intelligente" (KAB-500S-E a guida GPS e missili aria superficie Kh-26L a guida laser) e convenzionale (OFAB-250 a caduta libera da 250kg), gli intercettori SU-30 a copertura degli attaccanti, utilizzano il tipico carico di missili aria-aria a corto/medio raggio rispettivamente gli "Alamo" ( R-27/AA-10) e gli "Archer" (R-73/AA-11).

Una Bomba a guida GPS KAB-500S-E / Sputnik News
Una Bomba a guida GPS KAB-500S-E / Sputnik News

Lo scopo del dispiegamento russo, senza ombra di dubbio, non è sconfiggere l'insurrezione Jihadista in Siria o lo Stato Islamico con la potenza aerea. La forza d'attacco che dal momento in cui vi scriviamo, la Russia non ha intenzione di ampliare lo dimostra, in quanto inadeguata per numero e per mezzi (Bombardieri strategici non sono mai stati menzionati nei piani) a raggiungere tale scopo. A differenza degli Stati Uniti, i russi non seguono la strategia della "vittoria mediante l'uso della forza aerea" ossia bombardare a tappeto le zone di teatro e poi successivamente intervenire con la diplomazia, che tradotto significa l'istituzione di una No fly zone da parte americana. Un incursione massiccia americana avrebbe portato alla caduta del governo siriano, una circostanza che Putin ha scongiurato grazie ad una politica estera vincente, onde evitare una nuova Libia o Iraq, e soprattutto escludendo la costituzione di uno stato jihadista islamico. Al contrario la strategia di Mosca, si basa sul principio di "guerra combinata" in cui viene utilizzata ogni arma in modo congiunto per raggiungere la vittoria, per inteso guerra e diplomazia sono le facce della stessa medaglia ed operano congiuntamente, per raggiungere gli stessi obiettivi, naturalmente tali obiettivi sono sempre e comunque decisi dalla leadership politica perseguendo gli interessi nazionali. In buona sostanza "diffondere la democrazia" non è l'obiettivo di Mosca, le notizie del velivolo russo schiantatosi in Sinai, probabilmente distrutto da una bomba, non cambierà nulla nella strategia di Putin, l'azione continuerà con lucidità e coerenza senza lasciarsi trasportare da ragioni emotive, come è successo agli americani dopo il vile attentato dell'11 settembre, commettendo errori di cui ancora si pagano le conseguenze.


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