La Cina firma l'ordine per 24 Sukhoi Su-35, ma aleggia il sospetto di reverse engineering di altri esemplari.

Sukhoi Su-35 /  © ROSTEC
Sukhoi Su-35 / © ROSTEC

Giovedì 19 novembre scorso Reuters ha pubblicato una notizia secondo la quale la Cina ha firmato un contratto del valore di 2 miliardi di dollari per la fornitura di 24 caccia Sukhoi Su-35 Flanker, la versione più evoluta del caccia russo. L'accordo secondo una voce vicina a Rostec (una specie di Finmeccanica della Federazione), prevede anche la fornitura dei motori AL-41F-1S ma non è chiaro se ci sia o meno l'intenzione di creare una sorta di collaborazione "sino-russa" per la produzione del motore del caccia Sukhoi che attualmente è prodotto da United Engine Corp.

Come abbiamo anche annunciato in un precedente articolo di aerostoria.it (vedi articoli correlati), l'interesse del governo di Pechino per il caccia russo, risale al 2006 ma la notizia se si fosse proceduto ad un conseguente ordine non è mai stata confermata fino al 2014, in occasione dello Zhuhai Airshow, dove il Su-35 risultò come uno degli aerei più ammirati dell'intera manifestazione. Questo nuovo accordo farà della Cina la prima nazione straniera acquirente del Su-35, un caccia multiruolo che rappresenta il fiore all'occhiello della produzione aerospaziale della Russia. Tuttavia, si teme che dietro la decisione di acquisire 24 esemplari, tendenzialmente pochi, ci sia l'intenzione da parte di Pechino, di operare una reverse engineering dei Su-35, adoperando tecnologia propria. Si tratta di una questione ancora in sospeso con il governo russo: nel 1995 la Cina decise di acquistare un'aliquota di 95 Su-27SK (denominati J-11A) ottenendo anche un contratto di produzione su licenza di 200 esemplari.


Shenyang J-11 ossia un Su-27S denominato SK per l'esportazione in Cina.
Shenyang J-11 ossia un Su-27S denominato SK per l'esportazione in Cina.

Tale contratto venne rescisso dalla Russia, quando si scoprì che la Cina aveva "copiato" il progetto avviando una produzione del velivolo russo in segreto, introducendo tecnologie di produzione locale senza alcun permesso.

La Cina attualmente in materia di motori per i suoi "cloni" non è molto ferrata, di conseguenza i J-11B in realtà non sono simili ai russi Su-27SK dal punto di vista prestazionale, certo il nuovo contratto ha donato linfa vitale all'industria russa che dopo l'inasprimento dei rapporti con l'occidente è in una situazione molto difficile, a causa delle sanzioni americane ed europee per la vicenda in Ucraina, quindi non si esclude che possa esserci una collaborazione molto più proficua per ambo le parti, soprattutto per quanto concerne i motori, vero e proprio tallone d'Achille dell'industria cinese che è ancora dipendente da tecnologie esterne. In effetti la cellula del Su-35 non è molto diversa da quella di un Su-27 le differenze sostanziali stanno all'interno (avionica, radar, sistemi e sottosistemi), una delegazione che rappresenta l'industria militare e aerospaziale cinese, comunque in questi giorni ha incontrato i responsabili di United Engine Corporation, tale incontro è probabile che abbia come scopo lo sviluppo congiunto di motori aeronautici.

I progetti a medio termine dell'industria cinese riguardano i caccia di quinta generazione stealth J-20 e J-31 la possibilità di acquisire capacità costruttive autonome per quanto concerne i motori, sarebbe un opportunità da non sottovalutare, il trasferimento di tecnologia è un opzione che il governo di Pechino auspicherebbe. Per quanto concerne i Su-35 le consegne secondo Rostec sono previste per la seconda metà del 2016 tutte le consegne saranno ultimate entro il 2018.


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Autore: Ino Biondo

Fonti: Rostec - Reuters - Defence News

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