Bombe USA sul tesoro dell'ISIS.

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L'attacco si è svolto l'11 gennaio scorso nell'ambito dell'operazione "Inherent Resolve" lanciata l'8 agosto 2014 per contrastare l'avanzata dell'ISIS in Iraq e in Siria. Secondo fonti del Pentagono quest'ultimo attacco fa parte di una più ampia strategia volta a colpire il terrorismo nel suo punto debole, ossia le fonti di sostentamento: le donazioni dei Paesi del Golfo ( tra cui il Qatar), le tasse locali, il petrolio, i rapimenti, il furto di opere d'arte questi sono i metodi di finanziamento il gruppo di Al-Baghdadi. Grazie a questa serie di attacchi contro le infrastrutture per la produzione e la distribuzione di gas e petrolio e nella fattispecie contro un deposito di denaro dello Stato islamico a Mosul in Iraq, si indeboliranno le casse del califfato, il generale Llyod Austin, capo del Comando centrale Usa, ha commentato : "Hanno bisogno di questi soldi per pagare i combattenti, reclutarne di nuovi e portare a termine le loro attività vergognose". 

Dalla fine del 2011, con lo scoppio della guerra civile in Siria finanziata e sostenuta nelle sue fasi iniziali anche dai servizi segreti americani, le fondazioni di carità sia islamiche che del Golfo persico, hanno cominciato ad appoggiare i gruppi di opposizione islamisti ad Assad, un enorme flusso di denaro che ha arricchito anche le casse del gruppo di Abu-Bakr al-Baghdadi, lo sceicco-leader dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante.