USAF: gli A-10 Warthog indispensabili per combattere l'ISIS.

A-10C Thunderbolt II - 74Th Fighter Squadron. (Foto: USAF)
A-10C Thunderbolt II - 74Th Fighter Squadron. (Foto: USAF)

L'Odissea del Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II, uno degli aerei più specializzati che l'USAF abbia mai avuto in linea, ha avuto inizio nel marzo 2014 quando un rapporto della stessa Air Force, proponeva la radiazione dell'intera flotta di "Warthog", tale rapporto venne completamente smentito dall'ente governativo americano denominato GAO (U.S. Government Accountability Office), che considerava le asserzioni dell'USAF completamente errate.

Ne è conseguito un vero e proprio dibattito negli Stati Uniti tra chi credeva la carriera del Warthog ormai giunta alla fine e chi, tra i quali addirittura lo stesso Esercito e il corpo dei Marines, lo considerano di vitale importanza soprattutto nelle missioni CSAR (Combat Search and Rescue - recupero e soccorso in zona ostile) e CAS (Close Air Support - supporto aereo ravvicinato), missioni per le quali l'A-10 non ha rivali.

Ciononostante, è stato sempre e comunque impiegato in tutti gli scenari ove Marines e soldati americani hanno poggiato i loro anfibi, distinguendosi particolarmente anche nelle missioni JTAC (Joint Terminal Attack Controller - acquisizione bersagli e direzione di fuoco) , una sinergia con le truppe di terra che non può essere riscontrata in altri aerei d'attacco anche più moderni.

Vero è che l'A-10 è figlio del suo tempo, il suo sviluppo risale a mezzo secolo fa, e attualmente non esiste un degno sostituto, ne tanto meno esistono i fondi, da parte dell'USAF, per studiare uno.

A-10C Thunderbolt II - 74Th FS atterrano ad Incerlik in Turchia (Foto: USAF)
A-10C Thunderbolt II - 74Th FS atterrano ad Incerlik in Turchia (Foto: USAF)

Attualmente una flotta di 12 Warthog provenienti dalla Moody AFB in Georgia, sono basati sull'aeroporto di Incerlik in Turchia, per far fronte alla crescente disponibilità da parte dei vari avversari irregolari, di armamento pesante trafugati dagli arsenali di Gheddafi e Saddam, le molteplici milizie libiche sorte dopo la Primavera Araba, hanno ereditato gran parte dell'arsenale del dittatore che comprendeva aerei e missili balistici, mentre l'ISIS dispone di vere e proprie formazioni dotate di artiglieria e mezzi corazzati che gli hanno permesso di raggiungere dei successi che si pensavano inimmaginabili.

La possibilità di condurre "operazioni convenzionali" contro le formazioni pesanti avversarie è la specialità dei reparti di A-10, e non è la prima volta che gli Squadron partecipano all'operazione "Inherent Resolve", nel novembre 2014 l'USAF ha schierato i Thunderbolt II ad Ahmed al-Jabr in Kuwait a sostegno dell'operazione, anche stavolta gli A-10 hanno avuto un ruolo determinate.

INDISPENSABILE PER CONDURRE OPERAZIONI CONVENZIONALI CONTRO L'ISIS.

Una coppia di A-10C sui cieli della Gerogia presso la Moody AFB (Foto: USAF)
Una coppia di A-10C sui cieli della Gerogia presso la Moody AFB (Foto: USAF)

[...]

"Quando abbiamo preso la decisione di mandare in pensione gli A-10, la minaccia dell'ISIS non era così forte, non eravamo in Iraq, stavamo ritirando il grosso delle nostre truppe dall' Afghanistan, e non avevamo una Russia così in ascesa".

Sono le parole pronunciate dal Vice Capo di Stato Maggiore dell'USAF generale David Goldfein durante un intervista rilasciata a Defnense News , Goldfein auspica altresì un posticipo della radiazione della flotta almeno fino a quando non sia disponibile un sostituto.

In questi ultimi anni il quadro strategico è profondamente mutato: paesi come Russia, Cina e l'Iran, hanno sviluppato in maniera esponenziale le loro capacità militari, la Federazione Russa in particolare con gli interventi in Crimea, Ucraina, e la risolutezza con cui sta conducendo la campagna in Siria, ha mostrato uno schieramento di uomini e mezzi di tutto rispetto, lasciando Washington sotto shock. 

Un vero e proprio "gap" politico e militare che non riguarda il governo statunitense, ma bensì tutto l'Occidente, convinti del fatto che le guerre si sarebbero manifestate soltanto nella forma ormai consueta del terrorismo e della guerra irregolare.


Ciò ha portato ad un disarmo inconsapevole dell'Occidente a sua volta attanagliato dalla crisi finanziaria che ha costretto a diminuire di anno in anno i propri bilanci per la difesa, mentre i paesi emergenti attuavano politiche in controtendenza.

L'USAF di conseguenza ha dovuto fare scelte difficili che dovevano per forza di cose, coincidere con i scarsissimi fondi stanziati, i Thunderbolt II sono stati una sorta di capro espiatorio, per non parlare dei servizi di Intelligence che obiettivamente avrebbero dovuto prevedere l'escalation jihadista in Medio Oriente. Mantenere le proprie capacità militari e recuperare quelle perse dovrà essere l'obiettivo principale del successore di Obama almeno per scopi dissuasivi e difensivi, recuperando anche la capacità di svolgere operazioni convenzionali con gli A-10 in attesa di un suo sostituto.


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