Francia: stanziati maggiori fondi per la difesa, nuovi "Rafale" per la Marine e Armée de l'Air.

Dassault Rafale Marine F1 sorvola la Charles de Gaulle  ( Foto: © ALEXANDRE PARINGAUX )
Dassault Rafale Marine F1 sorvola la Charles de Gaulle ( Foto: © ALEXANDRE PARINGAUX )

Dopo gli attentati sanguinosi di Parigi, la Francia ha deciso già all'indomani dei fatti, di combattere l'ISIS con risolutezza, una certa risolutezza che manca alla maggior parte degli stati membri dell'Unione Europea.

Nonostante i tagli al bilancio comuni a molti paesi europei, la Francia, assieme alla Gran Bretagna hanno iniziato a stanziare più fondi per gli armamenti, a novembre il parlamento di Parigi ha approvato il bilancio per il 2016.

A partire dal 2010 alcuni dei più importanti paesi europei hanno tagliato le spese per la difesa: il Regno Unito le ha ridotte di più del 10%, la Spagna di quasi del 4%, l’Italia di circa il 2%, mentre la Germania e la Francia le hanno mantenute sostanzialmente stabili (+0,3%). Ciononostante, la Gran Bretagna è ancora il paese dell’Unione europea che, in termini assoluti, spende di più, con 38,4 miliardi di euro, mentre l'Italia è fanalino di coda assieme alla Spagna.

La francia nel bilancio approvato per il 2016 ha previsto stanziamenti di 32 miliardi di euro ma a seguito come detto delle vicende terroristiche e dell'accresciuta presenza delle truppe francesi anche in Africa nel Mali, è stato approvato uno stanziamento extra di 3,8 miliardi fino al 2019.

Il Ministero della Difesa francese ha dichiarato che non sarà raggiunto comunque il traguardo del 2% del PIL anche se a questo ritmo è probabile che si arriverà ad un risultato che si avvicinerà a questo valore:

Il 21 maggio 2015 è stata approvata dal Parlamento Europeo una risoluzione sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune che chiede agli Stati membri di spendere per la difesa almeno il 2% del PIL, per rafforzare la “base tecnologica e industriale della difesa europea” e creare un “mercato comune della difesa”.

La Francia assieme alla Russia operano in stretta collaborazione, un accordo "necessario" secondo lo stesso leader del Cremlino per sconfiggere la minaccia del sedicente califfato. 

Attualmente la portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle si trova a largo delle coste siriane con con i suoi 12 Rafale ed i nove Super Etendard. Mentre l'Armée de l'Air opera da basi in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti con 12 Rafale, un Atlantique 2, tre aerei cisterne KC-135, pù formazioni di Mirage 2000N e 2000D.


Un Mirage 2000D decolla da una base in Giordania. / (Foto: Armée de l'Air)
Un Mirage 2000D decolla da una base in Giordania. / (Foto: Armée de l'Air)

Secondo quanto stabilito dal bilancio della Difesa francese, nel corso dell'anno le forze armate recluteranno circa 2.300 nuovi soldati, mentre si prevedono nuovi equipaggiamenti per la Marine Nationale che riceverà tre nuovi Rafale aggiornati allo standard F3 mentre l'Armée de l'Air ne riceverà ulteriori sei sempre aggiornati allo stesso standard. L'Amée de Terre riceverà cinque nuovi elicotteri d'attacco Tigre HAD, per il trasporto strategico e tattico saranno acquisiti tre cargo A-400M "Atlas", più cinque elicotteri "Cougar" aggiornati e ricondizionati.

Ancora la Marina riceverà due nuovi NH-90 nella versione NFH e l'esercito quattro nella versione TTH, grazie a questi nuovi investimenti si vedrà la costruzione di un nuovo centro SCCOA (Système de Commandement et de Conduite des Opérations Aériennes, Sistema di coordinamento e comando delle operazioni aeree) e l'acquisizione di un sistema MQ-9A "Reaper", per i Rafale ci saranno lotti di nuovo armamento intelligente del tipo bombe guidate AASM (Armement Air-Sol Modulaire) e missili da crociera MdCN.

Nel corso del 2016 saranno emessi ordini per quattro C-10J "Hercules" e sarà avviato uno studio di upgrade per i vetusti ma coriacei Mirage 2000D, moltissimi altri aggiornamenti per quanto concerne centri di comando e sistemi di controllo sia a terra che AWACS.

I presidenti di Russia e Francia hanno inoltre concordato di rafforzare la collaborazione tra i rispettivi apparati militari e di intelligence in Siria, in un comunicato diffuso dal Cremlino si parla di "contatti più serrati" e di "coordinamento contro i gruppi terroristici".


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