Casi di ipossia registrati anche sugli F/A-18 "Hornet".

Dopo i problemi riscontrati sugli F-22 Raptor, anche gli F-18 "legacy" dell' US Navy e dei Marines hanno registrato "inquietanti" casi di ipossia, registrati anche alcuni casi sui "Growler" e i "Super Hornet"


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cos'è l'ipossia?

Per ipossia s'intende una condizione di insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti dell'organismo. Nel caso specifico dell'aviazione si parla più propriamente di ipossia ipossica o ipossia ipobarica in quanto determinata da una ridotta pressione parziale dell’ossigeno nella miscela che compone l'atmosfera a causa della riduzione della pressione barometrica totale in relazione alla quota raggiunta. 

I sintomi sono assolutamente soggettivi nel senso che:

• non tutti i sintomi si manifestano in tutti i soggetti,

• l'intensità è abbastanza variabile,

• non esiste un sicuro ordine d'insorgenza,

• diversi sintomi sono tra di loro assolutamente diversi e contrapposti. 

Elenchiamo i più frequenti:

 sensazione di stanchezza o sonnolenza,

• cefalea,

• nausea,

• atti respiratori frequenti e veloci,

• palpitazioni,

errori di valutazione,

• vertigini,

• sensazione di testa “leggera”,

• tremori alle mani e ai piedi,

perdita di autocritica,

lentezza del pensiero,

• depressione,

euforia,

• ilarità,

• pallore,

• cianosi delle labbra e delle estremità,

• incoordinazione motoria,

• spasmi muscolari e convulsioni,

• perdita di coscienza. 

I sintomi che abbiamo evidenziato in rosso sono quelli che possono rivelarsi più

pericolosi perché incidono direttamente sulle capacità decisionali e di pilotaggio e non sono facilmente rilevabili in mancanza di una adeguata preparazione e attenzione al fenomeno. Inoltre dal momento che la retina dell'occhio è particolarmente sensibile alla carenza di ossigeno, un altro sintomo insidioso è rappresentato dalla perdita della acuità visiva e della capacità di riconoscere i colori soprattutto nella visione crepuscolare.

Se l'ipossia diventa estrema può arrivare a determinare anche la morte.

Ovviamente, in ambiente aeronautico sono di maggiore interesse i sintomi iniziali d’ipossia, che sono quelli che più facilmente possono comparire nel corso dell’attività aviatoria. Tali sintomi, spesso misconosciuti, non mettono direttamente in pericolo la vita del pilota, piuttosto incidono subdolamente nel ridurre la performance del pilota stesso e quindi lo possono indurre a commettere degli errori che a loro volta compromettono la sicurezza del volo.

In questo senso è ormai universalmente riconosciuta, soprattutto in ambiente militare dove le quote raggiunte sono maggiori, l'importanza dell’addestramento pratico del pilota in camera ipobarica (dove si riproducono le condizioni atmosferiche delle quote) al fine della prevenzione degli incidenti di volo.

Infatti in camera ipobarica il pilota ha l'opportunità di sperimentare i propri sintomi ipossici in sicurezza.

A tal proposito a fini operativi è stato introdotto il “concetto di tempo di coscienza utile” (TUC) ossia il tempo che si ha a disposizione per riconoscere i sintomi d'ipossia e quindi applicare correttamente le procedure previste. Se il TUC è di qualche minuto primo fino alla quota di 10.000 m (a questa quota 1-2 minuti), al di sopra l'unità di misura comincia ad essere il minuto secondo.

Questo implica che al di sopra della soglia di sicurezza e sicuramente al di sopra dei 3000 m di quota (9000 piedi circa!!) il pilota deve essere consapevole del rischio dell'ipossia e della necessità di riconoscere velocemente i relativi sintomi. 

il caso f-18 Hornet

Questo fenomeno di carenza d'ossigeno fino a qualche tempo fa si pensava fosse dovuto ad un errore di progettazione dei circuiti di ossigeno degli F-22 Raptor, ma secondo a quanto dichiarato dai vertici dei Marines e della Navy, i casi si stanno manifestando con una media pari a 19,7 casi ogni 100.000 ore di volo per i vecchi ma ancora validi F/A-18C/D "Legacy" della Navy e dei Marines.

Un F/A-18 Hornet "Legacy" (Foto: US Navy)
Un F/A-18 Hornet "Legacy" (Foto: US Navy)

Secondo i rapporti dell'US Navy alcuni casi di ipossia sono stati riscontrati sul Super Hornet (20,4 casi) mentre si registra una flessione sulla versione da guerra elettronica E/A-18G "Growler" (8,9 casi).

Attualmente non si riesce a risalire alle cause, lo stesso Naval Air Systems Command in una relazione inviata al Pentagono, afferma che è "come dare la caccia ad un fantasma", per adesso è stato annunciato che dal 2017 verranno sostituiti tutti i circuiti di ossigeno dai 220 esemplari in servizio presso l'US Navy.


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