T-50 PAK-FA vola la versione definitiva, nel 2017 le prime consegne.


Rendering della versione definitiva del T-50.
Rendering della versione definitiva del T-50.

Lunedì 20 giugno 2016 ha volato l'ottavo prototipo del caccia di quinta generazione russo Sukhoi T-50 PAK-FA. Si tratta della versione  nella configurazione definitiva, Sono tante le voci che circolano sul primo caccia "Stealth" dell'est, una tra tutte quella che mette proprio in discussione la sua "Stealthness".


Il Sukhoi PAK-FA ossia Perspektivnyi Aviatsionnyi Kompleks Frontovoi Aviatsyi che tradotto dal russo significa Futuro Sistema Aereo di Prima Linea, rappresenta per l'occidente un vero e proprio enigma che tutti gli addetti ai lavori, hanno cercato di risolvere.

Stando a quanto riportato dal quotidiano russo  Izvestia l'ottavo prototipo ossia la versione completamente equipaggiata con i sistemi previsti nelle specifiche del Ministero della Difesa di Mosca, ha volato il 20 giugno, questo rappresenta il primo passo verso la produzione in serie.

Le stime russe prevedono che  i Pak-FA saranno costruiti in un numero compreso tra 800 e 1000 esemplari, esportazioni comprese (solo i russi sperano di metterne in linea almeno 450), fin da subito il caccia "5G" russo è stato considerato soprattutto dal punto di vista del design paragonabile all'F-22 americano, in sei anni - il primo volo del primo prototipo risale al 29 gennaio 2010 -  sono stati costruiti sette T-50 compiendo soltanto 700 voli di prova.

Secondo United Aircraft Corporation (UAC) che è proprietaria della quota di controllo di Sukhoi Design Bureau, Un totale di quattro T-50 supplementari sono in fase di assemblaggio finale presso l'impianto di Komsomolsk-on-Amur nell' Estremo Oriente russo, mentre un nono prototipo sempre in configurazione definitiva è già in programma per ulteriori test di volo nel mese di settembre. 

Sempre secondo il quotidiano russo, nonostante le prove di volo non siano complete, UAC ha già firmato un contratto con la VKS (Voenno-vozdušnye sily - Forza Aerospaziale russa) per iniziare la produzione di serie del T-50 nell'autunno di quest'anno, le consegne di un primo lotto di 12 macchine dovrebbero iniziare nel 2017.

Uno dei prototipi del caccia 5G russo PAK-FA T-50. (Foto: United Aircraft Corporation)
Uno dei prototipi del caccia 5G russo PAK-FA T-50. (Foto: United Aircraft Corporation)

I primi esemplari che entreranno in servizio avranno delle limitazioni infatti saranno equipaggiati con i motori NPO Saturn Izdeliye-117 noti anche come turbofan AL-41F1 con postcombustore  in grado di produrre 142kN di spinta, i motori sono una specie di tallone d'Achille del PAK-FA, essi infatti sono gli stessi motori in dotazione ai Sukhoi Su-27 e Su-34 modificati e potenziati per equipaggiare i più moderni "4++G" Sukhoi Su-35S Flanker-E che come è noto possono volare in modalità "Supercruise".

Quella dell'AL-41F1 è quindi una soluzione ad interim nell'attesa che i problemi di messa a punto dei nuovi motori NPO Saturn Izdeliye-30 a spinta vettoriale, vengano risolti , questi sono destinati ad essere i propulsori definitivi per il nuovo caccia russo, ma sempre secondo Izvestia saranno disponibili tra il 2025 e il 2027.

L'ugello di scarico dei NPO Saturn AL-41F1 orientati verso il basso di un Su-35. (foto: NPO Saturn)
L'ugello di scarico dei NPO Saturn AL-41F1 orientati verso il basso di un Su-35. (foto: NPO Saturn)

Per i tecnici russi lo sviluppo del motore ha rappresentato l'aspetto più complesso, da un certo punto di vista (anche se obiettivamente stanno accorciando le distanze) la Russia è indietro rispetto ai validissimi motori aeronautici statuinitensi, anche se obiettivamente l'F-22 ha sofferto di problemi iniziali proprio a causa dei motori.

Come sarà il T-50?

In un articolo su RIR di qualche anno fa, si leggeva che per stessa ammissione dei tecnici che lo hanno progettato, in un documento ufficiale, nella filosofia costruttiva del aeroplano si è optato per un mix di "Stealthness" e super-manovrabilità piuttosto che per un aereo totalmente invisibile.

Confrontare il T-50 con l'F-22 Raptor e l'F-35 è difficile in quanto la maggior parte delle caratteristiche di queste macchine sono altamente classificate, ma se volessimo usare la "filosofia" come chiave di spiegazione, mentre gli USA hanno optato per la totale stealthness (ammesso e non concesso esista! - N.d.R.) basando le loro tattiche sulla totale invisibilità e la Federazione Russa per la manovrabilità, una volta che i due caccia, in un ipotesi da romanzo di Tom Clancy (non del tutto fantasiosa , i nuovi radar possono intercettare anche aerei stealth), si dovessero incontrare e il duello ravvicinato è inevitabile? Sappiamo che sia l'F-35 (che non è un "dogfighter" a prescindere) sia l'F-22 non potrebbero sopravvivere in un combattimento ravvicinato, allora ci chiediamo quale sia la filosofia vincente? Affidare tutto alla tecnologia o all'addestramento del pilota? E come i "classici" ci insegnano, la filosofia a volte lascia troppi interrogativi in sospeso, solo il tempo ci darà le risposte.

Autore: Ino Biondo inobiondo36@gmail.com


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