La Germania investirà più risorse per la difesa, varato un piano per ammodernare le forze armate.

Una coppia di Eurofighter Typhoon della Luftwaffe. (Foto: Luftwaffe)
Una coppia di Eurofighter Typhoon della Luftwaffe. (Foto: Luftwaffe)
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Il ministro della Difesa  Ursula von der Leyen tedesco ha annunciato di voler portare il budget per la Difesa a 130 miliardi entro il 2030. La decisione fa parte di una linea intrapresa da qualche tempo dal governo tedesco che intende dotarsi di una Forza armata in grado di affrontare le crescenti sfide in atto alla sicurezza globale – in particolar modo la minaccia terroristica – e di dare a Berlino un maggior ruolo tra i player della politica estera mondiale.


Durante la Guerra fredda la Germania si trovava in prima linea, era la principale linea di contatto fra la NATO e il Patto di Varsavia, contava su quello che era annoverato tra i più potenti eserciti del mondo: con mezzi terrestri all'avanguardia, una forza aerea di tutto rispetto, e una marina efficiente.

Le forze armate tedesche, avevano il compito di "contenere" un ipotetica invasione dei paesi aderenti al "Patto" ed erano comunque rinforzate da divisioni americane, francesi e britanniche.

Le truppe di terra potevano contare su di un vastissimo numero di mezzi pesanti (carri armati, veicoli corazzati e artiglieria) tra i più moderni presenti nell'inventario dei paesi aderenti alla NATO.

Dopo il crollo dell' Unione Sovietica e della conseguente riunificazione fra RFT (Germania Federale) e DDR (Germania Democratica) la Bundeswehr (denominazione che include le tre forze armate tedesche: esercito, marina e aeronautica) poteva contare su un organico di circa 585mila militari e circa 200mila dipendenti civili.

Quando la Luftstreitkräfte della Germania Est si riunì sotto la bandiera della Luftwaffe della Germania Ovest, la forza aerea possedeva aeromobili eterogenei: aerei di concezione sovietica che poi si rivelarono una spina sul fianco in quanto completamente incompatibili con gli standard NATO, e aeromobili di concezione prevalentemente americana che comunque a causa dei tagli al bilancio, iniziavano a diminuire sia per quantità che per efficienza.

Sulla scia del crollo del Patto di Varsavia e dei conseguenti trattati per la riduzione degli armamenti strategici, il governo di Berlino ha iniziato a ridurre le spese per la difesa drasticamente, le forze armate si sono ridotte sia come organico che come dotazioni, e con l'abolizione del servizio di leva, oggi la Bundeswehr conta di 177mila effettivi mentre i civili ammontano a circa 80mila unità.

La Deutsche Marine, la marina tedesca, in un certo senso però si trova in condizioni meno critiche rispetto al Deutsches Heer (Esercito della Germania) e alla Luftwaffe, essa ha beneficiato infatti dei programmi di ammodernamento avviati già da tempo assieme a partner esteri.

Panavia Tornado ECR da guerra elettronica/ricognizione (Foto: Luftwaffe)
Panavia Tornado ECR da guerra elettronica/ricognizione (Foto: Luftwaffe)

All'inizio del 2016 la commissione forze armate del Parlamento di Berlino aveva tracciato un bilancio e soprattutto delineato la situazione della Bundeswehr, dalle pagine del documento emerge una situazione allarmante: risulta infatti, una totale insufficienza quantitativa dei mezzi ma soprattutto quei pochi assetti non sempre risultano efficienti, ciò è dovuto soprattutto alla mancanza di personale addetto alla manutenzione.

Secondo a quanto riportato dalla commissione, su 114 Eurofighter "Typhoon" in dotazione soltanto 38 sono operativi, i Panavia Tornado IDS/ECR  (la Germania possedeva la più grande flotta di Tornado d'Europa dopo il Regno Unito)  su 93 rimasti soltanto 29 sono operativi.

Il quadro non migliora per la componente da trasporto sia ad ala fissa che rotante: la sostituzione dei vetusti C-160 "Transall" con i quadrimotore Airbus A400M sta subendo grossissimi ritardi, soprattutto per i problemi di affidabilità del nuovo velivolo che allo stato attuale non rispetta i requisiti richiesti soprattutto per quanto concerne i tempi di consegna.

Altra criticità riscontrata riguarda la componente ad ala rotante, bisognerebbe rimpiazzare i Sikorsky CH-53G che appartenevano all'esercito - dal gennaio 2013 in seguito alla ristrutturazione delle forze armate sono stati tutti versati alla Luftwaffe - il governo di Berlino ha manifestato l'interesse per il nuovo CH-53K "King Stallion" si tratterebbe di una fornitura pari a 41 esemplari, ma anche in questo caso le consegne non partirebbero prima del 2022.

Un piano contro la "riluttanza" della Germania:

Il piano è stato presentato il 23 marzo dalla titolare del Bundesministerium der Vertedigung o MBVg (ministero della difesa) Ursula von der Leyen, ed è destinato all'ammodernamento e al mantenimento in efficienza dei materiali, saranno varati anche una serie di provvedimenti organizzativi rivolti soprattutto al controllo della spesa, onde evitare sprechi ed inefficienze, e al recupero del personale dalle sezioni non operative e quindi destinarlo ad incarichi di prima linea.

In buona sostanza il bilancio della difesa per il 2017 verrà portato a 36 miliardi di euro e saranno progressivamente ulteriori fondi fino al 2020 per un totale di 39,2 miliardi in quattro anni.

A beneficiare dei fondi sarà principalmente l'esercito che è già impegnato in missioni all'estero di "Peace keeping" e/o umanitarie, la prima mossa della ministra è quella di aumentare l'organico con personale più specializzato soprattutto nel settore informatico, e naturalmente varare un massiccio programma di ammodernamento e potenziamento.

Il piano sarebbe appoggiato dagli alti ufficiali della Bundeswehr e, in Parlamento, dai Cristiano-democratici e Socialdemocratici, soprattutto per i benefici che porterebbe all’industria bellica tedesca in termini di nuovi contratti e di possibilità di reindirizzare la produzione sul mercato interno – senza essere costretti a esportare a paesi come l’Arabia saudita. Le principali ragioni dei detrattori della proposta, invece, sono la supposta incapacità di buona gestione tedesca degli appalti pubblici, incapacità che sarebbero documentate ogni anno dal Controllo federale delle finanze.

Resta da vedere cosa deciderà il Parlamento tedesco, che dovrà riuscire a tener conto di numerosi fattori, primi fra tutti il fatto che il fronte “pro-aumento” sta diventando maggioritario  e in secondo luogo delle molteplici e complesse sfide che, dall’Ucraina alla Siria, si stanno ponendo a tutto il continente europeo.


Autore: Ino Biondo - inobiondo36@gmail.com


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