La riforma dell'aeronautica russa: Putin rafforza e riorganizza la VVS con nuovi mezzi.

Su-34 in rullaggio (Foto: Sukhoi)
Su-34 in rullaggio (Foto: Sukhoi)

Nonostante il decadimento degli anni 1990 e primi anni 2000, l'Air Force russa rimane la seconda più grande al mondo. Con circa 2.500 aeromobili in servizio, di cui il 75-80% in perfette condizioni operative. Ciò è dovuto a un enorme processo di trasformazione e ammodernamento avviato dal governo di Putin di cui beneficierà non soltanto la VVS ma anche Marina ed Esercito, intanto che gli USA sono alla ricerca della "supremazia aerea" ormai perduta, la Russia nel prossimo futuro giocherà un ruolo di primo piano.



La (Voenno vozdušnye sily Rossijskoj Federacii - Aeronautica Militare della Federazione Russa) abbreviata con la sigla VVS, assieme ad esercito e marina stanno assistendo allo sviluppo di mutamenti di notevole importanza, per quanto concerne l'aeronautica, in particolare, velivoli vecchi e nuovi che hanno fatto e faranno la storia della forza aerea attualmente convivono in questa fase di mutamento.

Secondo a quanto stabilito dal Gosudarstvennaia Programma Vooruzhenii (GPV-2020) ossia il programma di rafforzamento e riarmamento delle forze armate Russe, approvato il 31 dicembre 2010 dal presidente Dmitrii Medvedev, la VVS, in un ottica di ottimizzazione delle risorse esistenti e in fase di acquisizione, riceverà un gran numero di nuovi aeromobili e avvierà l'ammodernamento di più della metà degli aerei attualmente in servizio.

Grazie all'incremento delle risorse del Paese e nonostante si stia registrando un rallentamento della crescita economica, più in generale il processo sarà articolato in due fasi:

  • Rafforzamento della componente strategica in modo da bilanciare quella degli Stati Uniti raggiungendo così un rango di potenza mondiale;
  • Sviluppo di una forza mobile capace di risposta rapida in grado di assicurare la superiorità operativa nella gestione delle crisi lungo i grandi confini della Federazione.

Entro il 2020, l'esercito russo, si è prefissato l'obiettivo di dotare il 70% queste forze di reazione con armi e attrezzature di ultima generazione, se tutto va secondo i "piani stabiliti" , l'esercito russo, nel 2020, tornerà a contare su un milione di effettivi, contestualmente le dotazioni verranno ampliate con 2300 nuovi carri armati, circa 1200 nuovi elicotteri e aerei, una cinquantina di nuove unità di superficie e una trentina di sottomarini, con un centinaio di nuovi satelliti destinati a migliorare le capacità di comunicazione, comando e controllo.

Nuova struttura e nuovi mezzi

La riforma oltre ad essere incentrata sul rinnovamento e ammodernamento delle risorse, verterà anche sulla riorganizzazione funzionale delle piattaforme, è stato definitivamente abbandonato il concetto di retaggio sovietico e post-sovietico degli enormi reggimenti di aviazione "plurispecialità", a favore di un organizzazione più occidentale in "stormi" divisi nelle varie specialità, anche se la denominazione resta sempre e comunque quella di reggimento, così si avranno reggimenti da attacco, guerra elettronica e ricognizione, di bombardamento, addestrativi etc., strutturati in quattro comandi per la difesa aerea assegnati a loro volta ad un comando strategico interforze.

Sul documento pubblicato dal CAST (Centre for Analysis of Strategic Technologies) la VVS conterà su circa 150.000 effettivi (che godranno dei tradizionali benefit del periodo sovietico con un aumento degli stipendi di circa il 300%) inquadrati in:

- 8 stormi di bombardamento strategico;
- 36 stormi caccia intercettori;

- 28 stormi cacciabombardieri;

- 11 stormi ricognizione;
- 1 stormo EW (guerra elettronica);
- 1 stormo AWACS (allarme precoce);
- 1 stormo tanker (aviocisterne);
- 23 stormi di trasporto;
- 23 reggimenti di elicotteri d'attacco;
- 17 stormi di elicotteri da trasporto;
- 41 reggimenti contraerei.

La spina dorsale della VVS nel prossimo decennio sarà costituita dagli aerei di generazione 4++ Su-30 "Flanker" e Su-34 "Fullback" di cui è stata decisa l'acquisizione rispettivamente di 60 e 120 nuove unità, ciò consentirà il ritiro progressivo dei vecchi dinosauri della Guerra fredda come il Su-24 Fencer e Su-25 "Frogfoot", altri derivati del Flanker come il Su-35 (50 esemplari circa che si affiancheranno ai 48 già in servizio) sostituiranno definitivamente i  Su-27, sul fronte MiG-29 "Fulcrum" che la VVS ha trascurato tantissimo in questi anni, lasciando a terra quasi tutta la flotta per carenze strutturali, gli analisti ipotizzano che potrebbero essere sostituiti con 50-55 dei ben più moderni MiG-35 .

Il programma più ambizioso resta comunque quello del T-50 PAK-FA (Perspektivnyi Aviatsionnyi Kompleks Frontovoi Aviatsyi - Futuro Sistema Aereo di Prima Linea) aereo di quinta generazione russo prodotto da Sukhoi-Irkut, la vicenda resta ancora in sospeso per quanto riguarda la cooperazione con le industrie indiane, il T-50 prevedeva una versione biposto destinata all'Indian Air Force denominata FGFA (Fifth Generation Fighter Aircraft), alcuni disaccordi tra le due parti hanno portato gravi ritardi allo sviluppo del velivolo e soltanto 3 prototipi verranno prodotti per l'India a metà del 2017.

Il piano per gli approvvigionamenti prevedeva che entro il 2020 la VVS avesse ricevuto 52 T-50 per un totale di 250 entro il 2030, tuttavia a causa del rallentamento dell'economia soltanto una dozzina saranno acquistati nel corso dei prossimi cinque anni. Pertanto il T-50 non diventerà uno dei pilastri della forza aerea nel prossimo futuro.

Obiettivi raggiungibili con un industria al passo coi tempi

Gli obiettivi del Piano GPV-2020 potranno essere raggiunti soltanto con un industria capace di soddisfare le esigenze delle forze armate, negli ultimi quattro anni, l'industria aeronautica della Federazione ha soddisfatto in pieno le incombenze della VVS, sia per quanto riguarda i nuovi ordinativi che i programmi di adeguamento degli aerei più vecchi ai moderni requisiti d'impiego.

Tuttavia una adeguamento strutturale ed organizzativo delle linee di produzione è auspicabile per raggiungere l'obiettivo di 1.120 elicotteri e 600 aerei entro il 2020, ciò non toglie che l'industria stia in buona forma, obiettivamente gli aerei d'attacco russi sono di buona qualità i problemi riscontrati ruotano attorno all'età delle cellule piuttosto che alla loro efficacia.

Una grossa lacuna comunque è quella della produzione degli aerei da trasporto e rifornimento, un "rapido dispiegamento delle forze di terra" significa una capacità di dislocare uomini e mezzi con estrema efficacia, cosi' come l'ampliamento mediante tanker, del raggio d'azione e d'impiego dei velivoli sul teatro operativo.

La chiusura dei rapporti con l'Ucraina sede dell'azienda produttrice di mastodonti del cielo per antonomasia Antonov , ha precluso le capacità di produrre velivoli di questa categoria, anche se sarà molto difficile costituire linee di produzione in tempi brevi, la divisione Ilyushin di UAC avrà per la maggior parte, l'incarico di colmare questo vuoto, il pilasto della flotta di trasporto sarà formato prevalentemente dal Il-76 nelle versioni cargo, AWACS e Tanker.

Il comparto strategico ritornato in auge in questi ultimi anni ha dato vita ad una serie di studi per lo sviluppo di nuove tecnologie da implementare sui aerei risalenti alla Guerra fredda, il ritardo nella produzione del PAK-DA (Perspektivnyi Aviatsionnyi Kompleks Dalney Aviatsyi - Complesso Aereo Futuro per le Forze Aeree Strategiche)  ha riportato in vita i vari Tu-95MS, T-22M3 e Tu-160 tutti questi aerei dovranno rimanere in servizio fino all'entrata in linea del futuro bombardiere strategico di quinta generazione.

Sul fronte ala rotante non si è riscontrato alcun problema di sorta, l'industria che opera in questo difficile e competitivo settore ha registrato trend positivi in questi ultimi anni, questo dovuto anche alla possibilità di intavolare rapporti con altre aziende costituendo delle joint venture capaci di posizionare sul mercato anche per uso civile prodotti di tutto riguardo.

La holding Russian Helicopters, alla stessa stregua di United Aircraft Corporporation, che ingloba però le industrie del settore elicotteristico russo, la maggior parte degli ordini riguardano le produzioni dei grandi nomi quali Mi-28N che sempre secondo il piano ai 45 nuovi già consegnati ne dovranno essere consegnati ulteriori 122, altri ordinativi riguardano 180 Ka-52 e 49 Mi-35M (10 già consegnati) per quanto concerne gli elicotteri da trasporto vi sono ordini per 38 Mi-26 Halo e 500 Mi-8 di vario tipo.

▶ Per riassumere tutti gli ordinativi e i programmi di aggiornamento previsti dal GPV-2020 è stata pubblicata su VPK News una tabella elaborata da due validi collaboratori del CAST Andrei Frolov e Mikhail Barabanov , AeroStoria l'ha tradotta dal cirillico per tutti i suoi lettori. L'articolo risale al 2012 e descrive gli obiettivi del GPV-2020 alcuni dei quali come abbiamo visto potrebbero anche non essere raggiunti entro quell'anno.

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Accanto a questa modernizzazione il nuovo ministro della Difesa Sergei Shoigu insediatosi nel 2012, ha comunque dato una grandissima importanza all'aspetto non materiale delle forze armate, che può sembrare anacronistico o anche futile, ma costituisce il vero elemento di forza: coesione e spirito di appartenenza, ma soprattutto addestramento e professionalità. Un vasto processo di svecchiamento non soltanto di mezzi ma anche morale.


Autore: Ino Biondo

inobiondo36@gmail.com

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