Avviato il programma per il sostituto dell'A129 "Mangusta".


Il 26 ottobre 2016 la Commisione difesa della Camera dei deputati ha espresso parere favorevole allo sviluppo e alla progettazione di un nuovo elicottero da esplorazione e scorta, si tratta di una nuova versione dell'attuale A.129D, il provvedimento è già stato trasmesso all'omologa commissione del senato così da arrivare in tempi brevi all'approvazione del decreto.



L' Esercito italiano è impegnato in vari teatri operativi, la capacità di potersi proiettare oltre i confini nazionali e soprattutto l'addestramento dei nostri militari con quel "quid" in più di "italianità" che nessuno ha e mai avrà, ha fatto si che le notre forze armate siano apprezzate dal Medioriente ai Balcani.

Un impegno a tutto campo nell'ambito dell'ONU, della NATO e dell'UE, in Libano, Kosovo, Iraq, Mali, Somalia, Afghanistan e Libia, impegnando uomini e mezzi in un contesto strategico sempre più ostile e soprattutto mutevole:

disporre di personale altamente addestrato e soprattutto munirsi di una componente "aeromeccanizzata" caratterizzata da elicotteri d'attacco, esplorazione e scorta sempre più moderni ed efficienti, costituisce un elemento irrinunciabile per continuare ad operare con successo negli attuali scenari operativi; tali scenari oggi sono caratterizzati da avversari che impiegano tattiche e soprattutto equipaggiamenti tipici delle forze convenzionali.

La tempestiva capacità di reazione degli elicotteri da attacco, ma soprattutto l'indubbia capacità di operare in contesti difficili quali zone con presenza di civili, che rendono le missioni CAS inadeguate, soprattutto per quanto concerne i danni collaterali, hanno reso questa tipologia di macchine necessarie sia dal punto di vista tattico che strategico.

Una coppia di T129 "Atak" una versione costruita su licenza dalla TAI turca. (Foto: Agusta Westland)
Una coppia di T129 "Atak" una versione costruita su licenza dalla TAI turca. (Foto: Agusta Westland)

L' esperienza maturata nell'ambito di operazioni internazionali e soprattutto l'obsolescenza degli attuali AgustaWestland A129 "Mangusta" in carico all'Aviazione dell'Esercito (un totale di 48 macchine di cui 32 sono state sottoposte ad aggiornamento e operativi, mentre i restanti 16 sono impiegabvili per scopi addestrativi) che ormai hanno quasi raggiunto le ore di volo massime delle cellule, hanno dato lo slancio allo sviluppo di un nuovo mezzo omologo ma con maggiore autonomia e capacità di carico.

entro il 2020 il Mangusta dovrà andare in pensione e la specifica emanata avrà come abiettivo quello di: "...assicurare la continuità attraverso lo sviluppo e l'acquisizione di una piattaforma da esplorazione e scorta - dire di "attacco" in Italia resta sempre molto difficile [N.d.R] - con prestazioni incrementate rispetto allAW129 in termini di sopravvivenza, capacità di ingaggio, connettività digitalizzata, autonomia, proiettabilità, capacità di simulazione di volo e di missione. (...)

Un nuovo elicottero o un' evoluzione del Mangusta?

L'A129D è la versione più aggiornata del "Mangusta" con una suite optronica moderna. (Foto: AgustaWestland)
L'A129D è la versione più aggiornata del "Mangusta" con una suite optronica moderna. (Foto: AgustaWestland)

Diamo per certo che il nuovo elicottero dovrà supportare missioni di supporto alle truppe di terra e, in secondo luogo, esplorazione ed acquisizione bersagli (ISTAR) ed appoggio a fuoco, in condizioni ognitempo e preferibilmente con una buona capacità di bassa osservabilità elettromagnetica e infrarossa, dovrà avere una avionica capace di acquisire e ingaggiare obiettivi protetti e non con elevata precisione anche a lunga distanza e oltre lo spazio visivo dell'operatore.

I requisiti militari prevedono tutta questa serie di caratteristiche e la tecnologia italiana in questo settore ha fatto passi da gigante, quindi in buona sostanza la possibilità di sviluppare una nuova macchina è verosimile.

Il lato più "oneroso" comunque è quello caratterizzato dalla possibilità di finanziare un nuovo progetto: secondo a quanto comunicato dal Governo, il programma verrà finanziato con stanziamenti tratti dai fondi di investimento del ministero dello Sviluppo economico, con una spesa prevista in 487,06 milioni di euro.

Se il quadro resterà immutato, verrà realizzato un prototipo (definito "non consegnabile", ossia, che il suddetto elicottero non sarà mai preso in organico dall'Esercito in quanto servirà come banco di prova e/o dimostratore tecnologico - N.d.R) , tre esemplari di preserie ed una macchina in configurazione IOC (capacità operativa iniziale).

Senza ombra di dubbio è un opportunità per la nostra industria, potrebbe aprire le porte a potenziali mercati esteri, darebbe un rinnovato fermento che spronerebbe la produzione che ristagna da "secoli" per quanto concerne lo sviluppo di velivoli completamente "made in Italy".

Per lo studio del nuovo elicottero non si esclude anche la collaborazione internazionale come nel caso degli esemplari turchi, questa possibilità di cooperazione è auspicabile dato che molti eserciti stranieri ed alleati hanno necessità di disporre di nuovi elicotteri da combattimento, quindi si delineano nuove opportunità, se ciò che si prospetta non andasse in porto, se i governi che succederanno facessero un cambio di programma, il cosidetto "piano b" potrebbe risiedere in un evoluzione del Mangusta con motori CTS800-4N da 1.361 sHP identici ai T129 turchi ma con un avionica portata allo stato dell'arte, ma siamo fiduciosi, staremo a vedere.


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