Ipossia: un problema tutt'altro che risolto.


L' USAF cerca di correre ai ripari dopo i tanti casi di ipossia registrati dal 2009, ma il problema lungi dall'essere debellato, probabile un'errata manutenzione degli  impianti di ossigeno e pressurizzazione dei caccia, ma solo ipotesi e nulla di concreto.


Un vero e proprio problema che sta affliggendo non soltanto i piloti del caccia di quinta generazione Lockheed Martin F-22 ma come abbiamo già avuto modo di parlare in un precedente articolo (vedi articoli correlati), anche i piloti dell'US navy e dei Marines, lo conferma un rapporto stilato dal Pentagono che descrive uno scenario al quanto preoccupante: gli incidenti causati da ipossia dovuti ad un irregolare o insufficiente erogazione di ossigeno che causa disorientamento, perdita di coscienza e addirittura la morte del pilota, dal 2009 ad oggi sono 471 di cui circa una cinquantina su aerei dei Marines.

Nel solo 2015 si è registrata un impennata con 115 casi di cui 12 per il Corpo dei Marines e circa 15 di questi sono stati mortali.

Sono dati preoccupanti, che hanno acceso un campanello d'allarme sulla manutenzione degli impianti di tipo OBOGS (On Board Oxygen Generation System) l'Air Force ha avviato un indagine ma ciononostante, non si è potuta determinare un unica causa di malfunzionamento o errata manutenzione degli impianti.

Il sistema OBOGS montato su tutti i velivoli esaminati.  (Foto: Cobham plc)
Il sistema OBOGS montato su tutti i velivoli esaminati. (Foto: Cobham plc)

Oltre agli F-22 "Raptor", gli inqirenti hanno analizzato gli impianti di erogazione dell'ossigeno degli F/A-18E ed F "Super Hornet" compresi i simili E/A-18 "Growler", i T-45C "Goshawk" utilizzati oltre che dalla Naval Aviation anche dalla Marine Corps Aviation.

Come soluzione ad interim la Cobhan plc azienda con sede nel Regno Unito, ha studiato un sensore che analizza le caratteristiche dell'ossigeno respirato dal pilota confrontandolo con dei parametri standard avvertendolo mediante un segnale acustico in caso di malfunzionamento dell'erogazione.

Il sensore denominato AMPSS 2.6 (Aircrew Mounted Physiologic Sensing System) che verrà installato direttamente sulla maschera del pilota, nasce da una libera iniziativa dell'azienda, l'US Air Force ha finanziato la costruzione dei primi otto esemplari con i quali procederà ad un programma di valutazione.

Ma ad oggi quali siano le cause che generano questi sintomi, restano avvolte nel mistero.

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Autore: Ino Biondo inobiondo36@gmail.com


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