Un progetto per ricostruire l'S.55, il "trasvolatore atlantico".

 Savoia Machrchetti S.55 (Foto Archivio Giorgio Apostolo via warbirdsnews.com)
Savoia Machrchetti S.55 (Foto Archivio Giorgio Apostolo via warbirdsnews.com)

A 50 anni dalla scomparsa del suo progettista l'Ing. Alessandro Marchetti, un gruppo di appassionati ed ex dipendenti della  SIAI Marchetti , cercheranno di far rivivere il magnifico S.55, famoso per le epiche trasvolate di Italo Balbo.


Un pò di storia

Il Savoia Marchetti S.55 venne progettatto negli anni venti dall'omonima azienda e dall'ingegno del grande Alessandro Marchetti, principalmente era stato progettato come bombardiere e aerosilurante marittimo, ma divenne famoso per le celebri trasvolate oceaniche di Italo Balbo, diventando uno dei veri e propri simboli dell'allora Regia Aeronautica e del progresso tecnologico italiano nei primi anni del regime fascista.

L'Ing. Marchetti progettò un aereo decisamente poco convenzionale per i canoni costruttivi di quel tempo: i propulsori erano due racchiusi in un sol blocco,  composti da un elica spingente e una trente, il motore era alloggiato in un unica gondola motrice sul piano di simmetria del velivolo.

Particolarmente ben progettati erano i due scafi: sfruttavano una struttura cellulare che permetteva il galleggiamento anche in condizioni critiche di danneggiamento e acque mosse. Il velivolo venne inizialmente respinto dalla commissione giudicatrice del commissariato dell'Aviazione perché ritenuto troppo ardito, nonostante rispondesse alle specifiche richieste, e gli venne preferito un modello piu convenzionale. Piu tardi venne riesaminato e finalmente gli vennero riconosciuti gli indubbi pregi e venne adottato.

La "Trasvolata Atlantica" del 1933

Balbo guidò ben due voli transatlantici con gli S.55, il primo, nel 1930, con 12 idrovolanti che partiti da Orbetello giunsero a Rio de Janeiro, in Brasile, essa si svolse dal 17 dicembre 1930 al 15 gennaio 1931. La seconda crociera atlantica,  la "Crociera Aerea del Decennale", venne organizzata per celebrare il decennale della Regia Aeronautica in occasione del Century of Progress, esposizione universale che si tenne a Chicago tra il 1933 ed il 1934.

Dal 1º luglio al 12 agosto del 1933, Italo Balbo, guidò la trasvolata di 25 idrovolanti S.55X partiti da Orbetello verso il Canada e con destinazione finale gli Stati Uniti. La traversata di andata approdò in Islanda proseguendo poi verso le coste del Labrador. Il governatore dell'Illinois, il sindaco e la città di Chicago riservarono ai trasvolatori un'accoglienza trionfale, a Balbo venne intitolata persino una strada, tutt'oggi esistente in prossimità del lago Michigan, la "Balbo avenue" (ex-7th avenue). I Sioux presenti all'Esposizione di Chicago lo nominarono capo indiano con il nome di Capo aquila volante. In quell'epoca infatti i rapporti fra Italia e USA erano ottimi e un'impresa di questo tipo era molto seguita considerata come un impresa straordinaria, un entusiasmo pari allo sbarco sulla Luna di molti anni dopo.

Il volo di ritorno proseguì per New York dove venne organizzata in suo onore e degli altri equipaggi una grande "ticker-tape parade", secondo italiano dopo Diaz ad essere acclamato per le strade di New York,  a Balbo venne dedicato  anche uno dei viali della "grande mela". Il presidente Roosevelt lo ebbe ospite e, in occasione di una festa al Madison Square Garden, disse loro: "Siate orgogliosi di essere italiani".

L'iniziativa del Savoia Marchetti Historical Group

Lo scorso marzo 2016, con la costituzione del Gruppo Storico Savoia Marchetti, veniva annunciato l'ambizioso progetto di realizzare un esemplare di S.55X volante, ma i costi elevatissimi, la difficoltà di ottenere i certificati di navigabilità e altri ostacoli insommontabili quali l'impossibilità da parte dell'Aero Club di Como (il lago di Como resta l'unico in Italia idoneo per il decollo e l'atterraggio degli idrovolanti) di disporre di un capannone capace di ricoverare un velivolo che ha un apertura alare di 24 m e un peso di cinque tonnellate, si è dovuto scegliere di costruire un esemplare statico da esporre al Parco Museo del Volo "Volandia" di Somma Lombardo (VA).

In sinergia con il Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti e l'Associazione Amici di Volandia, il Gruppo Storico Savoia Marchetti, costruirà l'aereo statico ma usando i disegni e le tecniche di allora, usando legno, colla, chiodi e i pochissimi elementi metallici dell'aereo originale.

Un lavoro che ha impegnato non soltanto gli ex lavoratori della SIAI Marchetti nel recuperare e restaurare i disegni originali, ma altre aziende coinvolte nella costruzione dei singoli pezzi.

Una spendida iniziativa come poche oggi in Italia, il Gruppo Storico Savoia Marchetti ha come scopo non slo la ricostruzione, la ricerca e il restauro dei velivoli ma anche il recupero della documentazione esistente, basti pensare che per questo progetto sono stati scansionati e restaurati i disegni costruttivi originali risalenti agli anni '30, si parla di circa 900 disegni!

Un iniziativa da apprezzare, soprattutto perchè nel nostro Paese, purtroppo, sono pochissime le associazioni che, come dei veri e propri coraggiosi "trasvolatori", non si lasciano abbattere dalla burocrazia e dai mille problemi che sorgono nel recuperare queste magnifiche macchine volanti, nate dall'ingegno di grandi progettisti come l'Ing. Marchetti, figure importanti che devono essere da esempio per le nuove generazioni.

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