L'Aeronautica Militare dice addio all'MB-339. La storia del grande addestratore italiano.

MB-339A dell'allora 61ª Brigata Aerea. (Foto: Aermacchi)
MB-339A dell'allora 61ª Brigata Aerea. (Foto: Aermacchi)

La versione più recente dell'M-345HET (High Efficiency Trainer) ha volato il 29 dicembre scorso è già il 12 gennaio l'Aeronautica Militare ha siglato un accordo con Leonardo per la fornitura di un primo lotto di cinque velivoli, le consegne partiranno nel 2019.


Quindi cala il sipario su una storia lunga quarant'anni, un velivolo che dal 1979 ha formato centinaia di piloti e che per qualche anno ancora ne formerà, ma il futuro di uno dei più famosi e affidabili addestratori al mondo, ormai è stato scritto, come riportato dal "Programma di Ammodernamento e di Rinnovamento" dello Stato Maggiore Difesa n.01/2015, l'Aeronautica Militare ha necessità di mandare in pensione il buon vecchio MB-339A del 61° Stormo di Lecce, e "svecchiare" la linea di addestramento basico iniziale degli allievi piloti.

l'M-345 HET in configurazione definitiva (si notano le modifiche apportate) ripreso durante il volo del 28 dicembre. (Foto: Oscar Bernardi)
l'M-345 HET in configurazione definitiva (si notano le modifiche apportate) ripreso durante il volo del 28 dicembre. (Foto: Oscar Bernardi)

Il programma SMD prevede l'acquisizione iniziale di 45 velivoli in sostituzione degli attuali 137 T-339 (denominazione dell'MB-339A), oltre ai velivoli il "pacchetto" offerto da Leonardo prevede la fornitura dell'intero supporto logistico integrato, del GBTS (Ground Basic Training Sistem) e dell'AGE (Aircraft Ground Equipment).

LA GENESI DEL' MB-339

Nel 1969 l'Aeronautica Militare avvertiva la necessità di sostituire i suoi MB-326 sempre di progettazione Aermacchi, anch'esso considerato come una pietra miliare dell'addestramento basico iniziale a livello mondiale, che nella versione "K" era un vero e proprio aereo per missioni CAS molto efficace.

L'ing. Ermanno Bazzocchi che era anche il progettista del "326" e forte di questa esperienza, lo stesso anno iniziava la progettazione di un aereo da addestramento con predisposizione al combattimento, nel 1972 l'A.M.I. emanò una specifica per un nuovo trainer a getto alla quale risposero due ditte, la Aermacchi e l'Aeritalia quest'ultima sotto il nome di FIAT AVIAZIONE aveva già prodotto un prototipo denominato G-82 e l'addestratore avanzato G-91T grazie alle intuizioni di un altro grande progettista, l'ing. Giuseppe Gabrielli.

L'Aeritalia venne scartata a favore della soluzione studiata dall'Aermacchi che rispondeva perfettamente alla filosofia dell'A.M.I. di un aereo economico (visto il budget ristretto) ex novo o di un evoluzione dell'MB-326.

Nel primo caso l'ing. Bazzocchi progettò un intera famiglia di biposto in tandem ad ala alta con freccia moderata sia mono che bimotore denominati con la sigla MB-338, nel secondo caso una vera e propria evoluzione più potente del "326" denominato MB-339V.

Entrambi i prototipi erano molto promettenti, ma ovviamente per ragioni i "convenienza" si preferì l'MB-339, oltre che valido, il velivolo di Bazzocchi rappresentava una scelta congrua: il "339" discendeva direttamente dal validissimo monoposto da attacco MB-326K che montava un motore "Viper" 632-43 da 1.814Kg di spinta, la cellula molto più robusta e dalla vita operativa lunghissima, ed una spiccata dote di aereo da attacco, ciò lo rendeva particolarmente adatto per l'addestramento al tiro.

L'11 febbraio 1975 la scelta del comando dell'Aeronautica Militare fu ufficiale, si oprtò per l'MB-339V che intanto divenne MB-339A, dato che il primo prototipo era già in costruzione, l'anno siccessivo uscì di fabbrica e qualche mese dopo (12 agosto 1976) il collaudatore Franco Bonazzi fece volare il primo esemplare con matricola I-NOVE MM.588, il secondo esemplare immatricolato I-NINE MM.589, volò il 20 maggio 1977 e rappresentò la versione definitiva dell'addestratore, difatti, veniva migliorato il carrello principale stavolta con un ruotino anteriore orientabile, e veniva realizzata una presa a NACA sul lato destro della fusoliera sotto il cockpit.

L'MB-339A "Jet ab initio"

Dopo aver superato tutte le prove, che incessantemente furono svolte presso il Reparto Sperimentale, l'illusione del "Jet ab initio" che fino a qualche tempo fa per l'A.M.I. sembrava quasi un illusione si concretizzò, adesso un allievo pilota, poteva iniziare il suo iter su un aviogetto sin dalla prima lezione, a costi contenuti.

Ma il primo incarico dell'MB-339 in seno all'Aeronautica Militare non fu quello di addestrare i piloti, bensì quello di controllo degli apparati di radioassistenza al volo presso l'8° Gruppo del 14° Stormo, soltanto nel 1982 i primi MB-339A impiegati con veri e propri compiti addestrativi raggiunsero la SVBIA (Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti) di Lecce - Galatina (oggi 61° Stormo).

L'Aeronautica Militare ne ordinò 81 esemplari (tot.107 esemplari) e nella primavera del 1981 anche la Patuglia Acrobatica Nazionale iniziò a valutare la nuova macchina di Bazzocchi, l'anno successivo, il 6 gennaio 1982, vengono radiati i famosi G-91 PAN, dando vita a l'era gloriosa dell'MB-339 PAN.

Il "339 PAN" era una versione dell'addestratore appositamente studiata per le Frecce Tricolori: montava un sistema di emissione dei fumi colorati, e per compensare la mancanza dei serbatori alle estremità alari, vennero inserite due paretine antiscorrimento sul bordo d'attacco di ogni semiala.

Il "339" ebbe anche una versione "K" monoposto da attacco al suolo, entrambi le versioni sia mono che biposto ebbero un buon successo internazionale la versione biposto anche commerciale, in ambito operativo risultò essere un velivolo al di sopra della media: durante la guerra delle Flakland/Malvinas un MB-339GB dell' Aviazione di Marina Argentina fu il primo ad attaccare con successo le navi inglesi.

In ultima analisi, il "Macchi Bazzocchi - 339" non fu soltanto un addestratore/attaccante di indubbie qualità, ma un aereo "famigerato" e amato allo stesso tempo da generazioni di allievi piloti di tutti i continenti, grazie a questo meraviglioso velivolo, essi poterono guadagnarsi le tanto sudate "ali" simbolo della realizzazione di un sogno.


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di STORIA AeroStoria.it info@aerostoria.it

Fonti: Leonardo CompanyAeronautica Militare


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