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Il teatro del Mediterraneo (Cap.II): Operazione Flax


Come abbiamo avuto modo di  appurare nel primo capitolo I"l teatro del Mediterraneo (Cap.I): la Regia Aeronautica", la situazione si capovolse, gli italo tedeschi da cacciatori divennero prede. 


di Ino Biondo

fonti: aerostoria.blogspot.com




Se all'inizio seppero tenere sotto scacco le forze aeronavali degli Alleati, verso la fine del 1942 le perdite dell'Asse su questo fronte incominciarono a crescere considerevolmente: i convogli di Sua Maestà approdavano su Malta quasi indisturbati, permettendo così, di rafforzare l'isola installando batterie contraeree, radar, e di costituire due divisioni di incrociatori la Forza K e la Forza Q, inoltre grazie alle portaerei statunitensi ed inglesi il potenziale aereo crebbe in modo esponenziale trasformando Malta in una vera e propria fortezza sul Mediterraneo inespugnabile. Questa escalation Alleata permise - con l'operazione Torch del 1942 - agli Alleati di occupare l'Algeria, Tunisia e Marocco. Le truppe dell'Asse erano allo stremo delle forze e perdevano terreno e con i rifornimenti praticamente ridotti all'osso, questa serie di situazioni portarono sia la Regia Marina che la Regia Aeronautica ad assumere una strategia difensiva, soprattutto la Regia che venne impiegata per la scorta dei convogli italiani verso il nord Africa. 

 

DUELLI SUL MEDITERRANEO

Ormai la superiorità aerea sui cieli del nord Africa e del Mediterraneo era raggiunta, gli anglo americani giocavano quasi al tiro al bersaglio contro i convogli italiani che tentavano di rifornire le truppe in Africa settentrionale. Le perdite subite sulla "rotta della morte", indusse dell'Asse, a predisporre una serie di rifornimenti aerei tramite la  S.A.S. di concerto con  II Luftflotte tedesca, per  le truppe in Africa. I caccia della Regia e della Luftwaffe basati in Sicilia e Sardegna erano impiegati per la scorta ai convogli aerei, ingaggiando delle furiose battaglie contro gli aerei Alleati  permettendo così ai convogli di giungere in Libia e parte del Marocco in mano ancora all'Asse. Dopo un attento studio delle mosse dell'avversario con duelli occasionali e sporadici,  il comando del  WDAF inglese e dell' USAF americano decisero di pianificare una serie di azioni aeree per devitalizzare il sistema di trasporto aereo dell'asse, il 5 aprile del 1943 si diede inizio all' Operazione Flax.

GLI AEREI ALLEATI SUL MEDITERRANEO.

Le forze anglo americane disponevano di aeroplani qualitativamente superiori rispetto a quelli in dotazione alla Regia, o meglio, aerei del tipo Macchi 202 molto competitivi arrivarono in ritardo e col contagocce, quindi la Regia si doveva "arrangiare" con ciò che aveva, ma lo faceva bene.

La Luftwaffe invece era dotata dei Me 109 e i Fw 190 che erano all'avanguardia da questo punto di vista, però i reparti che li avevano in carico subivano molte perdite dato il massiccio impiego, e i rimpiazzi o i ricambi scarseggiavano.

I Loockheed P-38 Lightning parteciparono al conflitto sul teatro del Mediterraneo in gran numero, ma gli esordi non furono incoraggianti: l'impatto che ebbero i piloti americani col suolo nord africano e l'inesperienza al confronto con i veterani agguerriti della Regia e della Luftwaffe li resero vulnerabili cogliendoli di sorpresa.

La validità della loro macchina nelle prime versioni, seppur "avveniristica" risultò "effimera" dal punto di vista operativo, la struttura solida ma invero molto complessa era ricoperta di circuiti elettrici e bastava una scintilla per prendere fuoco facilmente, inoltre relativamente vulnerabile contro i Macchi 202 e 205 italiani e i Me109 tedeschi che nel combattimento manovrato erano molto più agili. 

P-38J fu la versione più efficace, aveva una capacità di carburante maggiore, aggiungeva il blindovetro piatto e montava gli alettoni servocomandati per incrementare le capacità di combattimento manovrato, come anche gli aereofreni nelle ali. La versione "drop snoot" aveva il muso modificato per un puntatore, in modo da incrementare la precisione dei bombardamenti tattici (l'aereo guidava le squadriglie di cacciabombardieri).

La tattica utilizzata dalle forze dell'Asse era molto efficace soprattutto con l'entrata in servizio degli Spitfire, i convogli erano scortati da caccia dell'Asse molto efficaci e valenti, gli enormi cargo lenti e pesanti sia per la stazza che per il carico, da soli, erano un bersaglio facile, ma tentare attacchi col rischio di essere ingaggiati dalla caccia avversaria era un vero e proprio suicidio, quindi si architettò una specie di stratagemma: la formazione da attacco alleata era composta da "Spit" e P-40, i primi avrebbero impegnato i caccia dell'asse di scorta, mentre i secondi, più potenti ma poco maneggevoli, avrebbero pensato ai trasporti. 

queste tattiche funzionarono, tanto che l'Asse, decise di adottare altre strategie che prevedevano voli notturni di piccole formazioni e a bassissima quota per evitare i radar nemici sia di terra che sia quelli in aria dei validi Beaufighter.

Lo Spitfire trovò nel Macchi M.C.202 "Folgore" un degno avversario, senza ombra di dubbio. Il caccia italiano era praticamente alla pari di quello inglese, forse con una potenza di fuoco minore, ma in virata riusciva a superare l'avversario - qualità apprezzabile in un duello manovrato - lo standard qualitativo dei piloti della Regia Aeronautica era a sua volta altissimo, anche i piloti della R.A.F. rimasero stupiti dalla preparazione e dal loro coraggio. Aeroplani come il Folgore o il il Veltro così come il Re2005 diedero vita dura ai piloti dell'asse, purtroppo la produzione delle industrie italiane non era in grado di costruire molti esemplari alla volta, quindi furono pochissimi i reparti che poterono averli in carico, se non fosse andata così, forse la storia sarebbe andata diversamente, chissà.

 

Laddie Lucas asso della R.A.F. nel suo magnifico libro - Malta: The thorn in Rommel's side scrisse:

[...]   Il 13 luglio 1942, su Malta, Jack Rae, allora in procinto di diventare uno dei più dotati piloti neozelandesi e il suo abile numero 2, Alan Yates, del 249 Squadron, avvistarono un Reggiane che stava per lasciare il combattimento e tornare alla base. Quello che seguì diede a Rae un tale shock che gli restò vivamente impresso per mezzo secolo. "Non ero mai stato coinvolto in una tale complessa serie di acrobazie prima di allora, mentre lo inseguivo. In due occasioni quasi entrai in vite per seguire le sue manovre. Trovavo difficile riuscire ad ottenere una posizione vantaggiosa per aprire il fuoco, mentre il pilota italiano, a più riprese, arrivò pericolosamente vicino a colpirmi. Alla fine il suo motore iniziò a fumare e sapevo di avere danneggiato la sua coda. Trovandoci nel mezzo dello stretto di Sicilia, però, con poco carburante e poche munizioni, decidemmo di invertire la rotta, per non rischiare di trovarci in difficoltà se attaccati a nostra volta. Ma mentre viravamo per tornare alla base, lasciando il nostro avversario che fumava copiosamente, con mio grande stupore mi avvidi che anche lui aveva virato. Ci sferrò un ultimo attacco, in segno di sfida, tanto per mostrare che cosa pensava di una coppia di Spitfire." 

Il libro è bellissimo purtroppo ancora l'autore non è stato tradotto in italiano, ha scritto altri libri di ricordi e memorie, consigliamo di leggerlo.

Macchi M.C. 202 del 153° (CLIII) gruppo caccia terrestre. Questo esemplare era pilotato dal Mag. Andrea Favini, Sicilia 1942.
Macchi M.C. 202 del 153° (CLIII) gruppo caccia terrestre. Questo esemplare era pilotato dal Mag. Andrea Favini, Sicilia 1942.

Il Curtiss P-40 , era un monoplano di fabbricazione statunitense, anche se la linea è bellissima, non fu mai un aeroplano dalle caratteristiche eccezionali. Nel teatro del Mediterraneo venne impiegato massicciamente anche perchè si disponeva di un numero altissimo di esemplari nelle varie versioni e sotto versioni:

  • P-40E Warhawk che era la denominazione utilizzata dall' USAAC. armato con 2 mitragliatrici sul muso da 12,7 mm e due alari da 7,7 mm e un motore Allison V 17-10 che deludeva soprattutto ad alta quota.
  • P-40A Tomahawk era la denominazione utilizzata dalla R.A.F. che successivamente ne migliorò l'armamento e la blindatura.
  • P-40D Kittyhawk fu un modello completamente riprogettato, la fusoliera venne accorciata, il radiatore ingrandito, il motore venne potenziato migliorando le prestazioni, e furono installate 4 mitragliatrici da 12,7mm tutte poste nelle ali.

 

Warhawk schierati nel M.T.O. la sigla per designare il teatro del Mediterraneo.
Warhawk schierati nel M.T.O. la sigla per designare il teatro del Mediterraneo.

I piloti del 57th Fighter Group furono i primi ad entrare in azione nel M.T.O. molti dei quali divennero degli assi dell'aviazione, anche se i loro aerei erano surclassati da quelli dell'Asse che gli inflissero parecchie perdite, loro, grazie alle loro tecniche d'ingaggio e all'esperienza accumulata in altri teatri operativi riuscirono a rendere la vita dura ai loro avversari

Il 57th FG fu l'unità più direttamente coinvolta nel cosiddetto "Massacro della Domenica delle Palme" del 18 aprile 1943. Quando attaccando una formazione di trasporti tedeschi scortata pesantemente dai caccia dell'asse, abbatterono 74 aeroplani su 100 di cui era composta la formazione, costringendo gli altri a battere in ritirata senza riuscire a consegnare il carico.

La forza dirompente anglo americana ormai aveva accresciuto la sua efficacia, grazie alle incursioni dei bombardieri statunitensi e sudafricani , che ormai potevano operare dai aeroporti militari del nord Africa siti  in Algeria e Tunisia, e successivamente dalla Libia. L'azione si allargò verso la fine del 1942 quando furono attaccati gli aeroporti della Sicilia e della Sardegna, rendendo inutilizzabili le piste per il decollo e l'atterraggio dei velivoli soprattutto di trasporto. La S.A.A.F. (South African Air Force) giocò un ruolo chiave durante la campagna del nord Africa e nel Mediterraneo durante l'Op. Flax.

Gli uomini della SAAF, furono impiegati in missioni di ricognizione, grazie ad alcuni Spitfire modificati per svolgere il ruolo ,bombardamento, e di attacco contro le squadriglie dell'Asse di scorta ai convogli aerei. Possiamo dire che giocarono un ruolo chiave durante le operazioni sul M.T.O. soprattutto quando l'operazione Flax entrò nel vivo, eccellendo in qualsiasi tipologia di missione. Alcuni piloti operavano sia inquadrati negli Squadron della R.A.F, sia nelle fila dei loro reparti con codici identificativi che designavano la loro appartenenza al Commonwealth britannico con la coccarda blu, bianca e arancione. Questi reparti furono artefici di una missione di intercettazione contro una formazione tedesca il 22 aprile del 1943, quando i tedeschi fecero un disperato tentativo di far giungere del carburante preziosissimo per le forze dell'Asse ormai rimaste a secco, ed in balia delle truppe inglesi. Un gruppo di P-40 appartenenti al 1°Sqn. e al 2°Sqn. della S.A.A.F. assieme ad un gruppo di Spitfire del 40°Sqn. intercettano la formazione composta da ventuno Me 323 scortati da Me109 della II Luftkorps e Macchi 202 del CLIII Gruppo Caccia, come da copione i Kittyhawk si occuparono dei pesanti Me323, mentre gli Spitfire tennero sotto torchio la scorta, l'esito dell'operazione vide tutti i Me 323 della formazione abbattuti, nove Me 109, un solo Macchi, contro quattro P-40 della SAAF.

Gli Spitfire per i reparti da caccia della SAAF erano nelle versioni più disparate, quindi le squadriglie avendo in carico macchine eterogenee, acquisirono una notevole esperienza di volo sul velivolo, una capacità che permise loro di compiere un gran numero di voli di intercettazione con, a loro volta, un gran numero di abbattimenti nemici. Soprattutto gli appartenenti al 1° Squadron che furono soprannominati "The Billy Boys": si racconta che i piloti del 1° Squadron ritornando vittoriosi dalle missioni urlavano alla radio - "Jou bilie!!" - probabilmente una frase inneggiante alla vittoria, intraducibile in inglese figuriamoci in italiano, per l'assomiglianza fonetica alla parola inglese "Billy" da quel giorno fù coniato l'appellativo "The Billy Boys" (I ragazzi di Billy) per indicare gli appartenenti al 1° Sqn, appellativo che si è mantenuto fino ai giorni nostri.

Il periodo dal 5 all'11 maggio del 1943 fu quello più duro per le forze dell'Asse, gli Alleati bombardavano continuamente e pesantemente tutti gli aeroporti della Sicilia e della Sardegna. Il comando dell'Aeronautica della Sicilia, ormai, non era più in grado di assicurare la scorta agli aerei da trasporto, le truppe a terra erano ormai destinate alla resa e alla prigionia. Tentare alcuni voli per riuscire a far evacuare i superstiti era una vera e propria impresa ardua, che solo pochi fortunati riuscirono a compiere. Dopo la resa sugli aeroporti ed i campi di battaglia tunisini gli Alleati trovarono i relitti di quei velivoli che compirono con coraggio le loro missioni sul cielo del Mediterraneo e del nord Africa, questo coraggio resterà sempre vivo nella memoria di coloro i quali, li ha anche combattuti e vinti.


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