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F-104 Starfighter: quando da "G" divenne "(S)uper".

Una coppia di F-104S del 51° Stormo in entrambe le versioni C.I. (51-14) e C.B. (51-56) . © Aeronautica Militare
Una coppia di F-104S del 51° Stormo in entrambe le versioni C.I. (51-14) e C.B. (51-56) . © Aeronautica Militare

Sebbene nella versione "G" l'F-104 Starfighter del grande progettista Clarence "Kelly" Johnson ebbe una grandissima diffusione in ambito NATO e non, la versione "S" costituisce un fatto esclusivamente italiano, per ben quattro decadi operò sui cieli nazionali a difesa dello spazio aereo.


di Ino Biondo 

Fonti/foto: Aeronautica Militare - Lockheed Martin - Luftwaffe.



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Sin dal momento in cui entrava nei reparti l'F-104G che aveva una vocazione polivalente ed equipaggiare 4 gruppi di intercettori ed altrettanti di cacciabombardieri, emerse l'esigenza di rinnovare anche la linea da ricognizione.

il "G" acquisito in numero insufficiente per il completamento dell' intera linea, e soprattutto ormai inadeguato, secondo le nuove concezioni del combattimento aereo (anche se dal punto di vista delle prestazioni era all'altezza dei tempi) operava assieme a caccia del tipo F-84F/G ed RF-84F che soprattutto per motivi di usura, si avviavano all'obsolescenza, di conseguenza, in seno all'Aeronautica Militare, subentrò il problema di sostituire tutto il materiale con una macchina più avanzata.

Intanto dal Vietnam correvano voci che gli Starfighter che operavano assieme agli F-4C non raggiungevano i risultati sperati, scatenando vivaci polemiche soprattutto in Germania che aveva forse anche influenzato la scelta dell'F-104G presso le altre nazioni che avvertivano le stesse esigenze italiane.

PAESI UTILIZZATORI DELL'F-104G "Starfighter"

  • Belgio
  • Canada 
  • Danimarca 
  • Germania 
  • Grecia 
  • Italia 
  • Giappone 
  • Giordania 
  • Paesi Bassi 
  • Norvegia 
  • Pakistan 
  • Taiwan 
  • Spagna 
  • Turchia 
Un F-104G della Luftwaffe. ©Luftwaffe
Un F-104G della Luftwaffe. ©Luftwaffe

La Germania quindi scelse il "Phantom II" nella versione F-4F, non fu possibile ottenere un contratto anche per la produzione su licenza ma ottenne la possibilità di produrre componenti per i suoi caccia.

Da parte sua l'Italia emise la specifica AWX (All Weather X) con un fabbisogno di un numero pari a 165 aeroplani, furono esaminati:

(Foto USAF)

McDonnell Douglas F-4 Phantom II

nella versione C/B (scelto nella versione "F" e "RF" oltre che dalla Germania da Giappone, Corea del Sud, Egitto, Grecia, Iran, Turchia, Regno Unito, Spagna, Australia.

(Foto Dassault)

Dassault Mirage IIIC-2

precisamente una sottoversione con radar Cyrano IIA mai realizzata alla fine.

(Foto BAC)

BAC Lightning F MK.53

Caccia di produzione inglese abbastanza valido ma si concezione superata per le esigenze dell'Aeronautica Militare.

(Foto Republic)

Republic F-105D Thunderchief 

ottimo cacciabombardiere ma come intercettore forse inadeguato.

 

(Foto BAC)

BAC-Breguet (SEPECAT) Jaguar

Produzione anglo-francese di un ottimo cacciabombardiere con un discreto successo di vendite.

 

(Foto BAC)

Northrop F-5A "Freedom Fighter"

Un caccia leggero bimotore di larghissima diffusione, un campione di vendite mondiale.

 

"Una scelta economica più che altro, per una nazione poco incline alle forti spese militari e soprattutto di scarse risorse"

L'Italia valutò quello che si può definire il successore "migliorato" dello Starfighter il "Lancer": la fusoliera identica al 104 ma con un ala più alta e impennaggio orizzontale alla base del tronco poppiero.

©AeroStoria
©AeroStoria

Furono numerose comunque le configurazioni del 104 proposte ai potenziali acquirenti da parte di Kelly Johnson: il CL.958 con un ala più grande, il CL.981 con alette canard retrattili poste subito dietro l'abitacolo, in particolare il CL.901 suscitò un serio interesse da parte dell'Aeronautica, la quale alla fine fece la sua decisione, il sostituto dello "spillone" sarebbe stato un "Super Spillone" ossia il C.L.980/F-104S (nel quale la S stava per Sparrow) anche se inizialmente denominato Super Starfighter.

PRO:

  • Possibilità di una logistica identica a quella dell'F-104G;
  • addestramento piloti e specialisti sarebbe avvenuta senza subire variazioni e soprattutto con le stesse infrastrutture, gli allievi avrebbero usato i TF-104G;
  • Prestazioni decisamente migliorate;
  • Possibilità di usare i nuovi missili Sparrow a medio-lungo raggio;
  • Linea organizzativa e logistica dell'industria invariata: con la possibilità di utilizzare attrezzature e metodi già consolidati e soprattutto disponibili.

CONTRO:

  • Capacità di carico;
  • raggio d'azione;
  • maneggevolezza (lo spillone ha sempre chiesto massima concentrazione al pilota);
  • impossibilità di alloggiare un radar di più grande portata;
  • Scarsa fiducia nel suo paese d'origine e soprattutto per una serie impressionante di incidenti che stava accumulando (ma si può attribuire allo scotto da pagare per le altissime prestazioni di una macchina entrata da poco in servizio).

Il 26 gennaio 1966 venne ufficialmente annunciato che l'Aeronautica Militare avrebbe avviato un piano di riequipaggiamento con i nuovi F-104S.

Da li a poco i tecnici FIAT (capo-commessa per la produzione di cellule di F-104G in Italia) si trasferirono in California per partecipare al progetto di revisione, con loro partirono due cellule di G interamente prodotte in Italia che dovevano servire per la trasformazione nel nuovo modello.

A dicembre del 1966 avvenne il primo volo del F-104S, mentre l'Aeronautica Militare ai primi dell'anno successivo ordinava tutti i 165 esemplari previsti divisi in quattro lotti ( i primi tre formato da 40 esemplari e l'ultimo lotto di 45 matricole da 6701 a 5850 e da 6869 a 6883) successivamente venne aggiunto un quinto lotto per un totale di 205 esemplari cui vanno aggiunti 40 velivoli ordinati a partire dal 1974 dalla Turchia.

Il primo F-104S costruito in Italia (MM6701) iniziò i voli il 30 dicembre del 1968, il 22° Gruppo CIO (caccia intercettori ognitempo) che faceva parte del 51° Stormo fu il primo reparto a ricevere i nuovi Starfighter nel 1972 raggiunse la piena "combat ready" due anni dopo il 155° Gruppo CB (Caccia-bombardieri) che andò a completare l'organico del 51° Stormo intitolato a Ferruccio Serafini diventando un reparto polivalente sia per l'attacco al suolo che per la difesa aerea.

Durante sua carriera scrisse pagine indelebili nella storia dell'Aeronautica Militare, prima nella versione "S" poi nella versione ASA e ASA-M fu il guardiano dei cieli nazionali, oggi tale compito spetta agli Eurofighter, ma tra i suoi piloti resterà sempre un docile cavallo indomabile e indimenticabile chiamato "Spillone".


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